Il tunisino è stato rintracciato dalla Digos
Il tunisino è stato rintracciato dalla Digos

Ravenna, 22 settembre 2019 – Fratello di un foreign fighter e alle spalle un viaggio sospetto in Siria. Ma quello che gli è costata l’espulsione immediata dall’Italia, è l’ordine a uscire dal territorio dello Stato che il 7 gennaio del 2018 il questore di Agrigento gli aveva notificato ma che lui ha ignorato. Un clandestino insomma che non ha ottemperato alla formale richiesta di andarsene: ragione che per un 22enne tunisino ha significato l’accompagnamento al centro romano di permanenza per rimpatri di Ponte Galeria.

Il giovane è stato rintracciato mercoledì scorso in centro nell’ambito delle attività di monitoraggio e prevenzione del fenomeno del terrorismo di matrice jihadista. Evidentemente il nome del ragazzo era già noto agli archivi: soprattutto per via di quel fratello ‘ingombrante’ ritenuto foreign fighter e al momento non reperibile sul territorio nazionale. In ogni modo, tra le possibili preoccupazioni c’era anche quella che il 22enne, giunto a Ravenna ospite di connazionali, potesse magari un domani permettere l’arrivo nella città dei mosaici del fratello.

In ogni modo, il giovane, secondo le verifiche della Digos, non aveva i necessari requisiti per soggiornare sul nostro territorio nazionale: per questo motivo, è stato espulso con decreto del prefetto di Ravenna e accompagnato a Roma in attesa di un volo per il rimpatrio in Tunisia. Allo stesso tempo il 22enne è stato sanzionato per non avere dato seguito all’ordine del questore agrigentino.

L’attività di accertamento dei poliziotti della Digos, ha infine permesso di mettere in evidenza quella che è stata definita come "pericolosità del soggetto", delineata anche grazie a ulteriori verifiche compiute in ambito internazionale attraverso scambio di informazioni. In particolare la questura ravennate ha appreso che il giovane era stato appunto qualificato come ‘soggetto pericoloso’ dalle autorità tunisine alla luce di un suo viaggio in Siria attraverso la Turchia, per poi, nel 2017, fare ingresso illegale in Italia attraverso la frontiera di Lampedusa.

“Un nuovo, ennesimo caso che denuncia la presenza di pericolosi soggetti collegati al terrorismo jihadista a Ravenna”, è la denuncia di Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna e deputato leghista. “Un rinnovato encomio all’attività delle forze dell’ordine – prosegue Morrone -. E un rinnovato biasimo politico nei confronti del persistente, fragoroso silenzio della sinistra e degli amministratori comunali e regionali dem, con in testa il governatore Stefano Bonaccini". “Inutile girarci attorno – conclude Morrone -. Le politiche immigratorie del Pd, sposate dal nuovo governo giallorossofucsia, sono un grave problema per l’ordine pubblico in Italia, perché consentono la violazione delle leggi vigenti in materia di sicurezza dello Stato e dell’immigrazione – conclude il segretario della Lega Romagna -. Non sono il buonismo o l’umanitarismo a muovere queste politiche, ma l’affarismo e l’irresponsabilità nei confronti del paese”.