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5 mag 2022

La bellezza malata, l’importante è l’interiorità

Gli allievi della 3^B della scuola media ‘Cervia 3’ riflettono su conseguenze ed effetti dei canoni per l’aspetto fisico, in particolare femminile

Un’adolescente alle prese con il metro per misurare il giro vita
Un’adolescente alle prese con il metro per misurare il giro vita
Un’adolescente alle prese con il metro per misurare il giro vita

La bellezza femminile è un concetto presente fin dai tempi più antichi, valutata e misurata sulla base di un modello "perfetto" imposto dalla società. Donne e ragazze vanno alla ricerca della bellezza per tutta la vita, inseguendo la perfezione in un percorso spesso caratterizzato da sacrifici e tormenti. Il concetto di bello è cambiato nel tempo a seconda delle epoche e delle culture: dai fianchi rotondi dell’antica Grecia alla vita strettissima dell’epoca vittoriana, dal fisico a clessidra e curvy degli anni ’50, ai corpi androgeni dei ‘60 e dei ‘90. Oggi, dopo anni di evoluzione, la società produce uno standard di bellezza definito: la donna magra, alta, con pelle liscia e uniforme, giovane e bianca. La linea di confine che delinea il concetto di fisico modello è molto sottile, infatti se sei magra e hai le ossa pronunciate non vai bene, ma non sei a posto neanche se hai un rotolino di troppo. Spesso le donne che non rispettano questi canoni estetici sono portate a odiarsi e non valorizzarsi, cadendo vittime di insicurezze e di uno stile di vita tutt’altro che sano. Aspirano a un fisico perfetto, termine che suggerisce qualcosa che non può essere migliorato e che ha già raggiunto un livello di bellezza insuperabile.

Tali caratteristiche ci portano a pensare a celebrità e a modelle con determinate proporzioni e che, pubblicità e marketing, ci hanno spinto a credere di dover replicare per essere considerate belle e perfette. Capita che coloro che ambiscono a questo traguardo siano influenzati non solo dal grande peso imposto dalla società, ma anche dai giudizi e dalle parole non adeguatamente pesate delle persone che li circondano. Il più grande difetto della generazione attuale è difatti la superficialità, che non ci permette di vedere oltre l’aspetto esteriore e di soffermarci invece sull’interiorità di una persona. I social sono un altro elemento che tende a influenzare molto le menti degli adolescenti, in quanto su queste piattaforme si tende spesso a modificare le foto per risultare più belli. Gli standard irraggiungibili di perfezione possono recare gravi problemi all’individuo, come disturbi e patologie caratterizzate da una progressiva alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme del corpo. Questi comportamenti sono tipici del periodo dell’adolescenza, in particolare per le ragazze. In realtà la bellezza perfetta non esiste: siamo imperfezioni perfette e, come disse il filosofo Aristotele “le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”. Dovremmo imparare a conoscerci e ad amarci per il solo nostro sviluppo personale e il benessere psicologico, inevitabilmente accompagnato anche da quello corporeo.

Anita Tesorieri, Beatrice Cavazza, Cecilia Lucchesi, Federica Battistella, Giulia Casadei, Ilaria Soprani, Micol Travanti e Valentina Mussoni, classe 3^B

Scuola media ‘Cervia 3’

Prof. Loredana Savoia

© Riproduzione riservata

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