"La bicicletta creata per le donne"

L’azienda di Riolo: "Realizzata dopo decine di interviste e prove"

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Rafforzare la propria posizione sui mercati internazionali senza perdere quella vocazione artigianale, quel ‘saper fare’ che è valore aggiunto dell’intero territorio: è l’obiettivo di Stefano Serini, amministratore delegato di Frm Bike technology, azienda di produzione e assemblaggio di biciclette con sede a Riolo Terme. Fondata nel 1991 da Franco Ricci Mingani, imprenditore che inseguiva il sogno di portare in Italia la cultura della mountain bike (scomparso nel 2016), negli anni Frm è diventata punto di riferimento per le sue bici da gara dal ‘peso piuma’.

Serini, alla luce dei dati sulla crescita del settore delle due ruote, è possibile parlare di un distretto della bici ‘made in Romagna’?

"È prematuro: non siamo ancora in grado di competere ad armi pari con territori dalla storia consolidata, come Veneto o Trentino-Alto Adige. È vero, però, che, accanto ai marchi italiani noti al grande pubblico, si stanno facendo strada piccole produzioni artigianali che fanno dell’eccellenza il proprio biglietto da visita".

Frm cosa fa?

"Realizziamo bici e componenti di alta qualità da trent’anni. Abbiamo preferito, tuttavia, restare un marchio di nicchia, per non sacrificare i valori che ci hanno sempre accompagnato: studio continuo, cura del dettaglio, produzione made in Italy".

Pur di salvaguardare la produzione in Italia, avete scelto di abbattere la rete di vendita. "Lo abbiamo deciso in piena pandemia: io e il mio team, composto interamente da giovani, ci siamo chiesti come poter conciliare i nostri standard di produzione con un rapporto qualitàprezzi competitivo. Realizzare un telaio in Italia costa almeno 8 volte di più che in Taiwan: serviva una soluzione".

Avete scommesso sulla vendita esclusivamente online.

"Abbiamo investito sul nostro sito web, implementando il servizio al cliente e garantendo un’assistenza post-vendita costante".

Sul sito assicurate tempi di consegna di quattro settimane. Come affrontate la crisi delle materie prime, che sta mettendo in difficoltà anche il settore delle due ruote?

"Privilegiamo i fornitori italiani e, non di rado, romagnoli: almeno il 40% dei nostri fornitori ha sede sul territorio, mentre il restante 60 è dislocato entro i confini italiani. Questo fattore, unito all’abitudine a lavorare con numeri piccoli, ci consente di ridurre la nostra dipendenza dalle filiere estere".

Avete appena lanciato Volata Wmn, una bici da corsa concepita appositamente per le donne.

"Sì, ma dal giorno del lancio siamo stati sommersi dalle manifestazioni di gradimento anche da parte degli uomini. Tutte le bici da donna viste finora sul mercato non sono altro che bici da uomo con colori o grafiche tipicamente ‘femminili’. Noi volevamo andare oltre: abbiamo intervistato decine di donne e chiesto loro di testare il prodotto. Abbiamo ricevuto così le indicazioni per progettare la geometria più adeguata e scegliere le componenti più performanti".

m.d.