La cessione del club. Si risvegliano i sogni degli appassionati di calcio per la squadra cittadina

Il presidente Brunelli: "Eventuali approcci per verificare le situazioni in capo alla società, vengono demandati ad advisor esterni e vengono sottoscritti accordi di riservatezza per tutelare le parti nel percorso".

La cessione del club. Si risvegliano i sogni degli appassionati di calcio per la squadra cittadina
La cessione del club. Si risvegliano i sogni degli appassionati di calcio per la squadra cittadina

Non conferma e non smentisce. Ma c’era da aspettarselo. Alessandro Brunelli ha comunque commentato la notizia della imminente cessione del Ravenna a Cipriani: "Come già successo più volte in passato – ha spiegato il presidente del club giallorosso – e come spesso avviene nel contesto, non solo sportivo, eventuali approcci per verificare le situazioni in capo alla società, vengono demandati ad advisor esterni. In tutti i casi in cui si concretizzano approcci di questo tipo, vengono sottoscritti accordi di riservatezza, proprio per tutelare le parti nel percorso". Come dire, è già tutto deciso, ma il patto di riservatezza ci impone di non scendere nei dettagli, né di confermare la trattativa.

"Dal nostro punto di vista – ha aggiunto il n.1 del Ravenna Fc – il compito di questa società è sempre stato, e rimane, quello di dare un futuro consolidato al Ravenna. Al momento siamo concentrati al 110% sul campionato 2023-24 e nel garantire le migliori opportunità di crescita al nostro settore giovanile". La notizia dell’interessamento di Cipriani, e della cessione ormai prossima, del pacchetto di maggioranza del club calcistico cittadino, ha ovviamente risvegliato i ‘sogni proibiti’ di tanti appassionati di sport e di calcio. D’altronde, dall’ennesimo fallimento del 2012 (dopo quello del 2001), il club calcistico cittadino – che quest’anno festeggia i 110 anni di storia – si è distinto soprattutto nei tornei dilettantistici (3 promozioni), fino a disputare 4 campionati consecutivi di serie C, benché con 2 retrocessioni sul groppone. I rapporti coi tifosi, e con gli ultras in particolare, sono deteriorati da tempo. Salvo rarissime eccezioni inoltre, l’ormai fatiscente stadio Benelli, non ha mai fatto registrare afflussi superiori alle mille unità, abbonati compresi. Cipriani – che secondo le voci acquisirebbe, subito, il 71% delle quote, e il resto a fine campionato – nel caso abbia ambizioni d’un certo tipo (e ovviamente le avrà), oltre ad allestire una squadra competitiva, dovrà pensare anche alla ‘questione stadio’, visto che oggi, il 50% del Benelli è inagibile.

E lo è ormai da una dozzina d’anni. Non è da escludere l’immancabile progetto di uno stadio nuovo, come peraltro più volte si era ipotizzato negli anni 90, anche se gli standard di capienza per la serie B sono notevolmente cambiati rispetto alla prima storica promozione del Ravenna nel campionato cadetto. E dunque potrebbe essere sufficiente una riqualificazione (per quanto profonda e onerosa) dell’attuale impianto. Nelle prossime ore inoltre, il club ha fatto sapere che risponderà nel dettaglio alle accuse di Nicola Rolando, consigliere comunale della Lega, a proposito dei presunti debiti da 429mila euro che il Ravenna avrebbe accumulato dal 2013 a oggi nei confronti del Comune. Debiti che il Ravenna avrebbe chiesto di rateizzare in 6 anni a partire dal prossimo gennaio, ma che renderebbero nulla la recente aggiudicazione del bando di concessione del campo sportivo di Fosso Ghiaia per il settore giovanile.