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7 mag 2022

La collezione Ferniani sarà visitabile

Prime due visite guidate alla villa e alle ceramiche. L’iniziativa proseguirà per tutta l’estate

7 mag 2022
Franca Serena Ferniani nella villa fra le ceramiche della collezione
Franca Serena Ferniani nella villa fra le ceramiche della collezione
Franca Serena Ferniani nella villa fra le ceramiche della collezione
Franca Serena Ferniani nella villa fra le ceramiche della collezione
Franca Serena Ferniani nella villa fra le ceramiche della collezione
Franca Serena Ferniani nella villa fra le ceramiche della collezione

Comincia sabato e domenica un nuovo capitolo nella storia di Villa Ferniani: sono in programma infatti per le due giornate, in entrambi i casi a partire dalle 14.30, delle visite guidate – la prima delle quali a cura della Pro Loco – alla villa e alla collezione di ceramiche della fabbrica Ferniani.

È qui che i Ferniani vivono sin dal 1635, quando i terreni di Errano furono acquisiti dai patriarchi Giovanni e Gaspare, la cui famiglia era originaria del colle di Borgo Fregnano, tra Brisighella e Modigliana. Qui sorgeva già una villa di epoca quattrocentesca, realizzata probabilmente su un pre-esistente nucleo romano.

Ancora oggi il ramo della famiglia Ferniani che ha ereditato questa porzione dei possedimenti della famiglia vive qui, in un piccolo eden dove è possibile guardarsi intorno a 360 gradi e non notare pressoché alcuna traccia dello scorrere del tempo nell’ultimo secolo. La collezione Ferniani, ospitata nelle sale della villa che affacciano sul giardino, ancora punteggiato di pozzi, otri e alberi monumentali, oltre che della cappella di famiglia, raccoglie alcune delle opere più preziose fra quelle che videro la luce nella fabbrica di ceramiche, attiva dal 1693 al 1893 nell’attuale corso Mazzini, di fronte a quello che oggi è l’ospedale.

"Per l’esattezza due secoli e due giorni", evidenzia Franca Serena Ferniani, penultima discendente della famiglia, i cui esponenti più giovani sono appunto il figlio adolescente e un suo lontano cugino, che però vive altrove. È nella fabbrica Ferniani che videro la luce ad esempio il monumentale Caino e Abele realizzato da Raffaele Collina Graziani, o la fioriera prodotta per l’Esposizione faentina del 1875: "era l’epoca di Annibale Ferniani e di Maria Ghiselli, ultimi titolari della fabbrica ceramica", evidenzia Serena Ferniani. La fabbrica non vide mai lo sbocciare del Novecento: "Annibale Ferniani era un assertore maniacale del lavoro artigianale. Una forma di fedeltà che vide abbassarsi il sipario sull’Ottocento e sulla fabbrica".

Nella collezione sono tuttavia presenti anche opere del Novecento, come il busto plasmato da Ercole Drei dedicato ad Annibale Ferniani, che in vita fu anche fondatore e primo presidente della Banca popolare di Faenza. I visitatori raggiungeranno la villa eccezionalmente da Castel Raniero, attraverso un sentiero che costeggia boschi e frutteti, passando al di sopra della ghiacciaia monumentale che racchiude l’emiciclo della parte posteriore del giardino della villa. Un luogo che ancora pulsa di alcuni dei capitoli più frenetici della storia della città: fu all’ombra di questi alberi, molti dei quali presenti già allora, che si incontrarono, all’indomani dell’8 settembre 1943, alcuni di coloro che avrebbero poi dato vita alla Resistenza nel territorio faentino.

La collezione, aperta brevemente alla cittadinanza in occasione dell’edizione 2018 di Buongiorno Ceramica, rimarrà visitabile per tutta l’estate 2022, oltre che per quelle successive: "da alcuni anni desideriamo aprirla al pubblico", rivela Serena Ferniani. Lei e la sorella Teresa Vittoria Ferniani hanno deciso così anche per il futuro. "Nel 2020 e nel 2021 abbiamo dovuto rinunciare, ma a partire dall’estate 2022 chiunque vorrà potrà trovarsi a tu per tu con questo capitolo della storia della ceramica a Faenza".

Filippo Donati

© Riproduzione riservata

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