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11 apr 2022

"La diamo calda": cartello sessista? Giunta di Ravenna divisa sulla focaccia

Il cartello in uno stand di ‘Bell’Italia’ in piazza del Popolo. L’assessore Costantini: "Inaccettabile". Il vicesindaco Fusignani: "Non è sessismo"

roberta bezzi
Cronaca
In alto, il vicesindaco Eugenio Fusignani mentre acquista la focaccia. Sopra, il cartello rimosso
il vicesindaco Eugenio Fusignani mentre acquista la focaccia

Ravenna, 11 aprile 2022 - Come può la famosa e gustosa focaccia di Recco, specialità tipica della Liguria, spaccare la Giunta di Ravenna e dividere associati Confesercenti, oltre che i ravennati stessi? La risposta sta in una scritta comparsa in uno stand gastronomico nell’ambito della mostra mercato ‘Bell’Italia’, in programma fino a ieri nella centralissima piazza del Popolo, proprio sotto il Comune. La scritta, che ieri ha acceso la polemica su Facebook e non solo, comparendo in particolare su un cartello dello stand della nota focaccia diceva, sinteticamente, ‘La diamo calda’ con sotto, scritto in piccolo un ammiccante ‘Hei...ma cosa avevi capito?’. Una trovata commerciale che, nelle intenzioni dei promotori, voleva solo essere goliardica, per promuovere un prodotto che per l’appunto si gusta al meglio caldo. Ma che, invece, ha urtato la sensibilità di qualcuno – come la passante Cecilia P. – meno propensa al sorriso, che ha poi fatto partire il tam tam su Facebook. Ne è scaturito così un dibattito sul ‘politicamente corretto’.

"Sono stato taggato da lei sabato sera su Facebook – racconta l’assessore comunale al Turismo, Giacomo Costantini – e ho subito scritto agli organizzatori. Purtroppo ero impegnato in uno dei tanti eventi sportivi e non avevo ancora avuto il tempo di far visita al mercato. Nel 2022, è completamente fuori luogo qualsiasi ammiccamento sessista a scopo commerciale e trovo inaccettabile che ciò avvenga in piazza del Popolo, in una manifestazione che gode del patrocinio comunale. Non c’è proprio nulla da ridere e mi dispiaccio, ancor di più, per i commenti successivi pubblicati sui social che ci fanno capire quanto lavoro ci sia ancora da fare in materie di rispetto dei generi ed educazione sentimentale".

Così, lo slogan ‘sessista’ è stato subito rimosso. "Condanniamo fermamente – fanno sapere gli organizzatori e promotori di ‘Bell’Italia’, Confesercenti Ravenna ed Explicom Srl – qualsiasi utilizzo di un linguaggio sessista e di cattivo gusto all’interno della manifestazione. Ci rammarica non aver immediatamente avuto cognizione di causa della problematica e, appena informati, ci siamo attivati per la rimozione di qualsiasi espressione, che seppur non nelle intenzioni esplicite di chi l’ha proposta, è da considerarsi offensiva". Ma sul tema non sono proprio tutti d’accordo, anzi c’è una vera spaccatura in seno alla Giunta e alla stessa Confesercenti. "Non si può confondere – scrive il vicesindaco Eugenio Fusignani – il cattivo gusto col sessismo antifemminista. Soprattutto non si può mortificare chi lavora con fatica, gettando la croce alla proprietaria, fra l’altro una donna, e alla sua attività. L’ho comprata e mangiata, calda e fredda. Buonissima!". "Oggi la mia associazione non mi rappresenta per nulla – scrive Filippo Donati dell’hotel Diana nonché consigliere comunale di Viva Ravenna, sul suo profilo Facebook –. Mi spiace ma sarebbe ora di seguire argomenti e problemi ben più seri…". Solidarietà alle proprietarie anche, tra gli altri, dal consigliere comunale di Forza Italia, Alberto Ancarani.

 

 

 

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