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22 giu 2022

La nuova Arena Borghesi svelata dopo il recupero: 350 posti a sedere

Lunedì 4 luglio è prevista l’inaugurazione. I lavori di restauro della struttura erano iniziati nel 2020

22 giu 2022

Potrebbe servire tutta la magia del cinema per vedere davanti ai propri occhi un’Arena Borghesi simile a quella immaginata da molti cittadini. L’impatto visivo della nuova Arena è diverso rispetto a quello cui i faentini erano abituati. Sotto il profilo architettonico non si può negare come il proscenio sia ritornato alla vita: l’affresco della quadriga ricomparso al centro del frontone è del resto l’elemento che il sindaco Isola e la sua giunta più rivendicano; non previsto invece, ma ugualmente interessante, è stato il riemergere sulla sinistra di una pubblicità affrescata lì cento anni fa. Qualche perplessità l’ha destata la saracinesca di colore bianco che normalmente viene abbassata a chiudere il palco: ben visibile dallo Stradone nelle ore diurne, a molti è parsa poco in linea con la fisionomia tardottocentesca della struttura. Sul fronte del sonoro saranno i primi spettacoli ad emettere una sentenza: la sparizione della cavea naturale disegnata dalle alberature circostanti dovrà probabilmente essere compensata con un’amplificazione rimodulata. Appare invece tutta da verificare l’effettiva capacità dell’Arena di ospitare spettacoli teatrali in maniera continuativa anche nelle prossime estati: alcuni esperti del settore hanno fatto notare la scarsità di vie d’uscita laterali per gli attori, e l’impossibilità di collocare attrezzeria teatrale.

E’ però ai lati della platea che lo squarcio urbanistico causato dall’abbattimento degli alberi secolari laterali appare più evidente: la mole della nuova ala del supermercato costruita a ovest preme sui 348 posti a sedere: alla vite americana piantata alla base serviranno anni per coprire, nei limiti del possibile, quel muro. Appare in salita anche il percorso che dovranno compiere i quattro giovani tigli appena piantati prima di poter cingere di nuovo l’arena di una cintura di verde.

Sul lato est l’acciaccato pino sopravvissuto alla ristrutturazione non sembra volerne più sapere di svilupparsi verso l’alto, al punto che la sua decisa inclinazione laterale "andrà monitorata, anche attraverso puntelli", spiegano i tecnici comunali. Lì accanto avrebbe dovuto trovare posto l’antico tasso che nei progetti doveva essere espiantato dal lato ovest e ripiantato a est: nel corso delle operazioni tuttavia "l’albero è morto", ha tagliato corto l’assessore all’Urbanistica Luca Ortolani.

Al giovane tasso piantato al suo posto, così come all’omologo che ha trovato sede sul lato ovest, servirà tempo per raggiungere l’altezza degli ultimi superstiti fra gli alberi monumentali della vecchia arena: un pino, un tiglio e un cedro collocati nei pressi dell’ingresso. Non a caso al centro della platea è rimasto poco di quel microclima, fresco anche d’estate, che le alberature contribuivano a creare: nel corso della conferenza stampa di presentazione le mani dei presenti non hanno tardato molto ad armeggiare intorno a bottoni e ventagli. Vero è che quello attuale è un periodo eccezionalmente caldo, ma tutto fa pensare che non sarà certo l’ultimo di qui ai prossimi anni.

Filippo Donati

© Riproduzione riservata

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