"La questione è anche di genere Sono spesso le donne a subire"

"I dati Istat e Inail sono sottostimati. Le aggressioni sono molte di più, ma non vengono segnalate perché spesso c’è demotivazione nei confronti delle istituzioni". È l’allarme lanciato da Marco Neri, consigliere comunale in quota Movimento 5 stelle a Faenza, che anche professionalmente è coinvolto nella disamina: "Purtroppo le categorie più esposte sono infermieri e operatori socio-sanitari perché per primi hanno l’approccio con i pazienti. Un altro dato da affrontare riguarda la questione di genere: tre volte su quattro ad essere aggredite sono le donne, e sei volte su 10 sono i parenti e non i pazienti a rendersi protagonisti di questi casi". Episodi che "rendono il lavoro ancora più stressante e sui quali è necessario lavorare per abbassare il livello di tensione, in triage come in ambulatorio. La presenza delle forze dell’ordine è rassicurante, ma la chiave è la formazione a tutto tondo per i sanitari, mirata a percepire i segnali e a saper affrontare le situazioni. Poi ci vuole più consapevolezza da parte degli utenti e una riforma del sistema sanitario: su questo la politica deve dare risposte. Noi (M5s, nda) abbiamo una proposta di legge ferma in Senato sul tema".

Tornando al fenomeno: "La violenza è da condannare fermamente – aggiunge Neri –. L’Oms a marzo 2022 disse che nessun paese può proteggere i propri pazienti se non protegge prima i propri operatori. Per questo gli episodi vanno sempre segnalati e probabilmente non basta più raccogliere i dati: oggi è necessario creare veri e propri report per tenere aperto questo focus sulle aggressioni e rispondere fattivamente".