Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
20 lug 2022
20 lug 2022

"Lasciata dormire sul pianerottolo e minacciata con la pistola"

L’incubo di una 22enne rivissuto al processo che vede l’ex marito alla sbarra per maltrattamenti e violenze

20 lug 2022

Lasciata dormire sul pianerottolo, altre volte tenuta segregata in casa per lunghi periodi. E poi botte, minacce di morte anche con una pistola e costretta a subire rapporti sessuali contro la propria volontà. Un incubo, quello vissuto da una giovane di 22 anni, finito con la fuga da quel marito padre padrone, quando nel 2021 col figlio neonato prese il primo treno, arrivando a Milano e chiedendo aiuto a una comunità protetta dove ancora si trova. L’uomo, 28enne, ora è a processo davanti al gup Janos Barlotti per maltrattamenti e violenza sessuale. Attualmente si trova detenuto in custodia cautelare nel carcere di Pavia ed è difeso dall’avvocato Alessandro Cristofori, mentre l’ex moglie è parte civile con la tutela dell’avvocato Valentina Bartolini. Fidanzati dal 2017 e sposi dal 2018, in ragione di un matrimonio combinato dalle famiglie, la donna aveva raggiunto il marito dall’Albania per trasferirsi in provincia di Ravenna. Nel 2020 avevano avuto un figlio, ma appena l’anno dopo la giovane decise di scappare di casa.

Ieri la prima udienza del rito abbreviato, dove è stato sentito un testimone della difesa mentre, su richiesta del giudice, anche la vittima è stata ascoltata. I comportamenti dell’ex marito in questi anni avrebbero determinato in lei una condizione di reiterata sofferenza fisica e psicologica. Più volte, ha raccontato, l’uomo l’avrebbe colpita con calci e pugni, a un certo punto l’aveva chiusa in casa per tre mesi, mentre in altre circostanze la chiudeva fuori, lasciandola dormire sul pianerottolo, oppure ore sotto la neve senza telefono. Inoltre le avrebbe anche impedito di tenere il denaro che guadagnava, intimandole di andare a prostituirsi: "Esci di casa e vai al semaforo".

La giovane ha riferito altre frasi con cui veniva intimidita: "Quando vieni in Italia ti ucciderò con le mie mani, ti ammazzo, tu hai un altro marito". L’uomo deteneva una pistola sotto il letto e in una circostanza le avrebbe puntato l’arma alla testa. Pugni e tirate per i capelli sarebbero stati la quotidianità, fino a farle perdere i sensi. In famiglia poteva frequentare i genitori, ma solo in presenza dei suoceri. Sentenza a settembre.

l. p.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?