Il 15 gennaio del 1951 fu un giorno speciale. Quella data di settant’anni fa, infatti, scritta 15.1.51 è un perfetto esempio di palindromo perché può essere letta in entrambi i sensi. Questa curiosità enigmistica non sfuggì di certo all’arguzia di don Anacleto Bendazzi, il sacerdote ravennate considerato il più grande enigmista italiano che fece coincidere l’uscita del suo ‘Bizzarrie letterarie’ con quella data. In fondo al libro, infatti, si legge: ‘Finito di stampare in...

Il 15 gennaio del 1951 fu un giorno speciale. Quella data di settant’anni fa, infatti, scritta 15.1.51 è un perfetto esempio di palindromo perché può essere letta in entrambi i sensi. Questa curiosità enigmistica non sfuggì di certo all’arguzia di don Anacleto Bendazzi, il sacerdote ravennate considerato il più grande enigmista italiano che fece coincidere l’uscita del suo ‘Bizzarrie letterarie’ con quella data. In fondo al libro, infatti, si legge: ‘Finito di stampare in Milano il 15-1-51 nell’Officina Grafica Attilio Milesi e Figli. Via Campolodigiano 5. Tel. 82.613’. E c’è da scommettere che anche il numero di telefono dell’Officina Grafica, scritto a quel modo, nasconde una bizzarria enigmistica. Le cifre sono divise in due gruppi da un punto e non credo sia un caso se la somma di 82 e 613 dà come risultato 10! ‘Bizzarrie letterarie’, libro cult per gli enigmisti e oggi praticamente introvabile, fu pubblicato a spese dell’autore. Don Bendazzi per racimolare il denaro mise in vendita la sua Enciclopedia Treccani. Nel libro inserì una ‘Vita di Cristo’ in mille anagrammi che inizia così: ‘L’orbe va redento-dal Verbo Eterno’.

‘Bizzarrie letterarie’ fu esposto in vetrina nella Libreria Lavagna, che aveva la sua sede accanto allo scalone del Comune e sul mucchietto di libri don Bendazzi mise un cartellino con la scritta: ‘Secondo migliaio’. Don Giovanni Baldini, lo storico parroco di San Vittore, rimase stupito di fronte a quel cartellino perché il libro non aveva molto mercato ma don Bendazzi gli disse che era proprio così. E per dimostrare che diceva la verità accompagnò don Baldini nella sua camera dove aveva accatastato le duemila copie del suo libro in due gruppi di mille e su ognuno aveva scritto ‘primo migliaio’ e ‘secondo migliaio’ quindi gli disse: "Vedi, i libri che sono in vetrina da Lavagna provengono dal secondo migliaio!". Tutta la lunga vita di don Bendazzi fu caratterizzata da numeri palindromi. Morì, infatti, alla soglia dei cent’anni il 28-2-82, che è data palindroma. Al prete enigmista il Comune intitolò una strada a Fornace Zarattini, il paese dove era nato il 25 gennaio 1883. E, circostanza davvero straordinaria, la delibera del Comune ha come numero di protocollo il palindromo 54645. Ma le combinazioni non finiscono qui. Don Bendazzi abitava in Seminario e il numero di telefono del Seminario era all’epoca 23432. Altro palindromo.

Franco Gàbici