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23 apr 2022

Le notti barbare accendono l’Alighieri

Sul palco stasera e domani la compagnia di Hervé Koubi propone il lavoro più potente del coreografo

Un momento di ‘Les nuits barbares ou les premiers matins du monde’
Un momento di ‘Les nuits barbares ou les premiers matins du monde’
Un momento di ‘Les nuits barbares ou les premiers matins du monde’

I corpi danzano e riscrivono una storia millenaria, tra ombre che si dissolvono fino all’alba di una cultura condivisa. È così che il teatro Alighieri di Ravenna si accende con ‘Les nuits barbares ou les premiers matins du monde’, coreografia che corona la stagione Danza. Stasera alle 20.30 e domani alle 15.30 la Compagnie Hervé Koubi – composta da stupefacenti ballerini che combinano danza contemporanea, capoeira, hip hop, physical dance, breakdance – presenta il più potente lavoro del suo fondatore, il coreografo franco-algerino che proprio questa coreografia ha reso uno dei più interessanti della sua generazione. Unendo la potenza della parata da guerra e la precisione del balletto classico su note di Mozart, Fauré, Wagner ma anche di tradizione algerina, i danzatori fanno vorticare le gonne come dervisci, brandiscono coltelli, indossano maschere di cristalli Swarovski, danno sfogo a un’energia mozzafiato ed esplorano le origini della cultura mediterranea.

"Un viaggio per svelare tutto il sommerso – spiega Hervé Koubi –; la coreografia si nutre delle brillanti tracce lasciate dalle culture vandale, dai Persiani, Goti, Celti, Unni, Arabo Musulmani, dalla musica sacra d’Oriente e Occidente".

"Ho passato cinque anni fra l’Algeria e la Francia – ricorda Koubi – e mentre tentavo di ritrovare la memoria delle terre dei miei antenati ho formato una compagnia di tredici danzatori, compagni d’arte che amo chiamare fratelli ritrovati. Con loro sono ripartito per disegnare i contorni di una nuova avventura, per trovare le risposte al mistero delle nostre, comuni, origini. Les nuits barbares attinge all’immensa e imprescindibile storia del bacino del mediterraneo, un cammino che testimonia la mia voglia di andare verso l’altro, verso l’ignoto e dal passato arrivare ad oggi, a questa attualità che è tirannica e binaria e cancella le sfumature: noi e gli altri, i civilizzati e i barbari. Il mio è un inno al Mediterraneo, alle nostre origini comuni che si incrociano nelle acque del Mare Nostrum. Alla nostra storia che dopo più di tremila anni testimonia un florilegio di culture la cui alterità ci unisce più di quanto ci allontani. Non importa se siamo algerini, spagnoli, italiani o francesi, siamo prima di tutto mediterranei".

I biglietti last minute (10 euro e 5 per gli under 30) sono acquistabili in biglietteria, da un’ora prima, salvo disponibilità e senza vincolo di categoria di posto.

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