La ricognizione delle ossa di Dante fu effettuata nel 1921 dagli antropologi Giuseppe Sergi e Fabio Frassetto in occasione del sesto centenario della morte del poeta. Il prossimo anno le ossa saranno nuovamente sottoposte a esami e studi scientifici dagli esperti dell’Università di Bologna. Lo ha annunciato il sindaco, Michele de Pascale, durante la presentazione delle celebrazioni dantesche per il settimo centenario. "Dopo un’attenta valutazione e confrontandoci con gli studiosi - sottolinea de Pascale - abbiamo deciso di dare un seguito a questa ritualità, è la storia che ce lo chiede e non abbiamo diritto di...

La ricognizione delle ossa di Dante fu effettuata nel 1921 dagli antropologi Giuseppe Sergi e Fabio Frassetto in occasione del sesto centenario della morte del poeta. Il prossimo anno le ossa saranno nuovamente sottoposte a esami e studi scientifici dagli esperti dell’Università di Bologna. Lo ha annunciato il sindaco, Michele de Pascale, durante la presentazione delle celebrazioni dantesche per il settimo centenario. "Dopo un’attenta valutazione e confrontandoci con gli studiosi - sottolinea de Pascale - abbiamo deciso di dare un seguito a questa ritualità, è la storia che ce lo chiede e non abbiamo diritto di interromperla". Il sindaco ha spiegato che è già stato effettuato uno studio con il georadar per stabilire esattamente in quale posizione si trova la cassetta con le ossa, che è collocata dentro la Tomba di Dante, così da individuare il percorso migliore, meno invasivo, per poterla recuperare. "Guardando indietro - osserva de Pascale - alla storia avventurosa dei resti di Dante, a quando sono stati nascosti durante la seconda guerra mondiale per proteggerli dai bombardamenti, si capisce bene l’amore di questa città per il poeta". A coordinare gli studi saranno docenti e ricercatori del Dipartimento di Beni Culturali (DBC) dell’Università di Bologna. "Nella prima fase - spiega Donata Luiselli, antropologa dello stesso Dipartimento DBC- si dovrà verificare, dopo cento anni, lo stato di conservazione delle ossa all’interno della cassetta, quindi verranno effettuate le prime analisi tese ad assicurare lo stato di conservazione dei resti per altrettanti anni almeno. Ovviamente, rispetto al 1921 i progressi della scienza e gli strumenti a disposizione ci consentiranno esami più approfonditi, ma prima di fare qualunque previsione è fondamentale constatare lo stato delle ossa".

Il progetto entrerà nel vivo nella seconda metà del prossimo anno e le spoglie di Dante, assicura il sindaco, nel settembre del 2021 saranno nuovamente al loro posto nel sepolcro. Un secolo fa gli antropologi ebbero davvero pochissimo tempo per analizzarle. "Fabio Frassetto - racconta Donata Luiselli - scrive di aver avuto pochi giorni a disposizione, durante i quali riuscì ugualmente ad ottenere ottimi risultati". Le ossa, spiega l’antropologa, sono un "archivio" biologico capace di fornire molteplici e insostituibili informazioni sul nostro passato. "Attraverso le indagini scientifiche - prosegue - si possono ottenere informazioni sullo stato di salute, sull’età, sullo stile di vita, sulle interazioni con l’ambiente circostante. Tutto dipenderà da quello che si troverà all’interno della cassetta. Cento anni fa, durante l’ultima ricognizione, le ossa erano ben conservate".

Al rigore scientifico Donata Luiselli affianca anche tanta emozione. "Non posso negare di essere emozionata - assicura - e credo di poter affermare che lo saranno anche tutti gli altri ricercatori e studiosi che saranno coinvolti in questo progetto. Mi emoziona pensare all’idea che dopo cento anni dagli ultimi studi, è capitato che mi trovassi qui, così da avere la possibilità di partecipare ad un evento così importante non solo per Ravenna, ma per il mondo intero".

Annamaria Corrado