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19 mag 2022

Location all’asta, gli sposi chiedono i danni

Un ravennate ha creato un comitato per chiedere i risarcimenti a nome di circa 30 coppie che avevano prenotato una villa nel Maceratese

19 mag 2022

Una villa da favola già prenotata, la location del giorno perfetto. E invece il sogno si è infranto, e ora proprio da una coppia ravennate è partita l’iniziativa per chiedere il risarcimento danni. Al centro della vicenda c’è Villa Buonaccorsi, complesso settecentesco sulle colline di Potenza Picena, nel Maceratese. Qui tra la fine di maggio e la stagione estiva erano già in programma almeno una trentina di matrimoni. Peccato che la villa, finita all’asta nell’autunno scorso, abbia cambiato proprietà: è passata nelle mani del ministero della Cultura, e ora il vecchio contratto di gestione dell’immobile con una società locale di catering è stato annullato. Un bel guaio per le tante coppie che avevano scelto il bellissimo complesso come location per sposarsi: decise a ottenere un compenso per quanto subito, hanno costituito un comitato e chiederanno il risarcimento dei danni. I diretti interessati infatti riferiscono che nei mesi scorsi i matrimoni sarebbero stati comunque programmati e confermati dalla ditta. Finché una settimana fa, il 7 maggio, un funzionario della soprintendenza ha notato uno strano viavai all’interno del complesso, dove si stava preparando il servizio per una comunione. Così è stata informata la curatrice fallimentare, Chiara Marchetto, che ha subito disposto la chiusura della villa, facendo intervenire i carabinieri. Il risultato? Matrimoni annullati e trenta coppie di futuri sposi furibonde: hanno fondato un comitato per denunciare la situazione e chiedere di essere risarcite. Il portavoce del gruppo è un neurochirurgo originario di Ravenna, il 31enne Lorenzo Mongardi, che avrebbe dovuto sposarsi il 9 luglio con una ragazza di Ancona. "È una situazione kafkiana, nella quale purtroppo ci troviamo da circa una settimana a causa dell’improvvisa chiusura della villa da parte del ministero – spiega Mongardi –. A mettere i sigilli sono state le forze dell’ordine, ma a subire le dirette conseguenze sono tutte ...

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