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8 giu 2022

L’omaggio di Ravenna Festival a Pasolini

Questa sera alle 21.30 alla Rocca Brancaleone il documentario di Giuseppe Bertolucci apre la rassegna dedicata al poeta e regista

8 giu 2022
Il documentario di Giuseppe Bertolucci ’Pasolini prossimo nostro’
Il documentario di Giuseppe Bertolucci ’Pasolini prossimo nostro’
Il documentario di Giuseppe Bertolucci ’Pasolini prossimo nostro’
Il documentario di Giuseppe Bertolucci ’Pasolini prossimo nostro’
Il documentario di Giuseppe Bertolucci ’Pasolini prossimo nostro’
Il documentario di Giuseppe Bertolucci ’Pasolini prossimo nostro’

Pasolini rivive nella rassegna cinematografica di Ravenna Festival in collaborazione con Rocca Cinema. Stasera c’è il primo appuntamento: alle 21.30 alla Rocca Brancaleone verrà proiettato il documentario di Giuseppe Bertolucci ’Pasolini prossimo nostro’ del 2006. Il lavoro di Bertolucci si incentra sull’ultima e contestatissima pellicola del celebre regista, scrittore e sceneggiatore, ’Salò o le 120 giornate di Sodoma’.

Dal brusio operoso del set affiora la voce calma e inconfondibile di Pier Paolo Pasolini, impegnato nel suo nuovo film – destinato ad arrivare postumo nelle sale – ma anche in un’articolata intervista con l’amico Gideon Bachmann, che ha documentato le vicende di alcuni dei più importanti set della storia del cinema. Scegliendo tra oltre 50 ore di conversazioni inedite, 3000 metri di negativo cinematografico, 7200 scatti di Deborah Beer dal set e centinaia di trascrizioni audio, Giuseppe Bertolucci ha creato un documentario-testamento sull’ultimo Pasolini, profeta inascoltato e disperato di una società devastata dall’omologazione culturale e dai soprusi del potere: quella società che nella Salò pasoliniana ha trovato la più cruda delle allegorie.

"Il termine fotoromanzo associato a un film maledetto come ’Salò’ sembra incongruo – spiega Bertolucci del suo documentario – e invece a me pare assolutamente appropriato, perché di un fotoromanzo si tratta. Con Federica Lang abbiamo rivisitato il piccolo tesoro delle foto di scena di Deborah Beer e creato una sorta di sintesi dell’ultima opera di Pasolini, sostituendo le immagini fisse alle sequenze cinematografiche. Ma l’archivio di Bachmann conteneva anche alcune preziose testimonianze dell’autore che abbiamo posto a commento del nostro fotoromanzo. Arrivando, io credo, a una rilettura inedita di uno dei film più sconvolgenti degli anni Settanta. Ne emerge, potente, la spietata analisi pasoliniana di una società italiana sempre in bilico sulla voragine del fascismo. Il suo grido d’allarme fu strozzato la notte del 2 novembre 1975, ma continua ad arrivarci, nitido e straziante".

’Salò o le 120 giornate di Sodoma’ è ispirato all’incompiuto romanzo del Marchese de Sade e contiene riferimenti all’Inferno dantesco. Ed è proprio il piacere del male che anima i quattro nobiluomini fascisti e nazisti del film pasoliniano: nella Repubblica di Salò Sua Eccellenza, il Duca, il Monsignore e il Presidente tengono ragazzi e ragazze prigionieri di una villa dove li sottopongono a torture psicologiche e abusi in un parossistico crescendo di violenza e degradazione.

Gli appuntamenti successivi della rassegna di Ravenna Festival su Pasolini sono: Medea (15 giugno), Uccellacci e uccellini (22 giugno) e Il Vangelo secondo Matteo (29 giugno), sempre alle 21.30 alla Rocca.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

Biglietti: 6 euro (ridotto e under 18 5 euro).

© Riproduzione riservata

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