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12 giu 2022

"Ma il mercato non decolla E le colonnine sono ancora poche"

La svolta della Ue all’analisi dei concessionari locali. Adolfo De Stefani Cosentino è molto scettico "Spero ci siano tempi e modi per ripensare ad un adeguamento della normativa"

12 giu 2022

Il Parlamento europeo ha avallato il divieto di vendere auto nuove a benzina, a diesel e con motori a combustione, a partire dal 2035. Le prime ripercussioni sul mercato locale? Non sono del tutto positive. Anzi... Il ravennate Adolfo De Stefani Cosentino, presidente nazionale di Federauto e titolare delle concessionarie Destauto e De Stefani, è molto scettico, ma anche assai realista: "Spero ci siano tempi e modi per ripensare ad un adeguamento della normativa. Del resto, il ragionamento di chi ha in mente di comprare una macchina nuova è semplice. Visto il messaggio lanciato dalla Unione europea, forse è diventato inutile comprare una vettura endotermica. Che, ovviamente, è la cosa più sbagliata. Se infatti nel 2035 smetteremo di produrre macchine endotermiche, significa che le stesse vetture continueranno a girare per altri 10-15 anni, forse 20. Oggi come oggi stiamo solo paralizzando il mercato dell’endotermico. Il mercato dell’elettrico infatti non decolla, perché l’autonomia è limitata e perché le colonnine per la ricarica veloce sono pochissime. E allora, cosa succede? Che la gente non cambia la macchina, rendendo il parco circolante sempre più vecchio e sempre più inquinante. Io avevo inteso che si parlasse di transizione sostenibile. Qui, purtroppo, di sostenibile, non ci vedo niente".

Gianluca Ghetti, titolare della concessionaria del gruppo Stellantis per i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Jeep, è sulla stessa lunghezza d’onda, proponendo una riflessione ‘parallela’: "Il 2035 è lontanissimo. Speriamo che, per quella data, ma sarebbe meglio anche molto prima, vengano realizzate le infrastrutture adeguate a supportare questa transizione. Infrastrutture che, ora, non ci sono. E mi riferisco alle colonnine di ricarica, soprattutto quelle nelle autostrade, visto che l’autonomia di una carica è mediamente di 300-400 chilometri. Senza dimenticare i tempi di ricarica, lunghissimi, cioè circa 6 ore per le colonnine ‘normali’. Capisco la normativa della Ue, che deve anche mettere nelle condizioni i cittadini di poterne usufruire". Paradossalmente, si potrebbe ottenere un effetto contrario rispetto alla filosofia della norma: "L’incidenza di questa norma sulla propensione all’acquisto – ha aggiunto Ghetti – è ancora del tutto marginale. Il problema del blocco del mercato ci sarà a breve, ma solo in concomitanza con un altro evento, ovvero l’esaurimento del plafond statale degli ecoincentivi sull’acquisto di macchine alimentate in maniera tradizionale, cioè endotermica. Succederà che la gente smetterà di comprare auto nuove a basso impatto, scegliendo di continuare ad utilizzare le Euro4, che invece sono molto inquinanti". D’altro canto, la crisi non guarda in faccia nessuno: "Proprio così. Chi ha 12-13 mila euro per comprare una Panda o una 500, non ne ha 30mila per comprare lo stesso modello, ma nella versione elettrica. Nel nostro caso, su 24 Fiat vendute da inizio mese, solo 2 sono elettriche. Se l’obiettivo dell’Ue era quello di inquinare meno, avrebbe dovuto sposare una diversa politica di svecchiamento del circolante".

Roberto Romin

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