L'ambulatorio veterinario sequestrato preventivamente
L'ambulatorio veterinario sequestrato preventivamente

Ravenna, 4 maggio 2021 - Maltrattamento e uccisione di animali oltre a detenzione illegale di farmaci, smaltimento illecito di rifiuti speciali oltre alla falsificazione di libretti sanitari e vari reati tributari. Sono 27 i capi d'imputazione a carico di un noto veterinario di Ravenna chde hanno portato il personale della Polizia Locale e i militari del Gruppo carabinieri Forestale di Ravenna e della Sezione operativa Antibracconaggio a un'ordinanza di sequestro preventivo emanata dal giudice Andrea Galanti nei suoi confronti. 

L'aggiornamento Ravenna, veterinario sotto accusa. "Smisurata ricerca di morte per gli animali"

I proprietari di cani e gatti speravano in cure e terapie per la guarigione dei loro amati amici a quattro zampe, invece venivano sottoposti a veri e propri accanimenti e inutili ulteriori sofferenze.

Veterinario, il milione resta sotto chiave

Le indagini sono state dirette dal pubblico ministero Marilù Gattelli. Tra i passaggi salienti dell’articolato provvedimento di 110 pagine, il giudice ha rilevato una “totale assenza di necessità non solo terapeutica, ma anche etica, di infliggere inutile sofferenza agli animali ogni qual volta un tale supplizio può essere evitato.” I clienti del veterinario “hanno optato per l'eutanasia, ritenendo così di risparmiare del dolore alla propria bestiola, eppure…” è stato “procurato al proprio amico di famiglia l'ultimo dolore, il più inutile, lungo e lancinante”.

L’indagine era stata chiamata ‘Balto’ dal nome del labrador dalla cui soppressione, secondo l’accusa praticata senza congruo approfondimento diagnostico e in assenza di certificazione medica adeguata, era scattata la perquisizione del pm Gattelli all’ambulatorio di Sant’Antonio.

Il 10 dicembre scorso oltre ai 619mila euro in contanti, erano state trovate un migliaio di etichette false di fustelle relative al vaccino anti-filaria, farmaci per l’eutanasia degli animali non tracciabili sui documenti, altri farmaci veterinari in passato usati come dopanti e infine alcune carcasse di animali.

Il veterinario nei giorni seguenti la scoperta aveva anche fatto un appello via Facebook: "Chiedo a chiunque fosse presente nel mio ambulatorio o nell’adiacente parcheggio il 19 agosto 2020 - aveva scritto - e che mi abbia visto uscire dall’ambulatorio per prestare soccorso a un anziano cane labrador posto nel bagagliaio di un’auto parcheggiata di contattarmi in privato".