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20 lug 2022
20 lug 2022

Marinara, pena ridotta a Caravita

Tre anni e 8 mesi, due anni e 4 mesi per la moglie per le distrazioni dalle srl Marinagest e Sogemar

20 lug 2022
Pier Bruno Caravita, 74 anni
Pier Bruno Caravita, 74 anni
Pier Bruno Caravita, 74 anni
Pier Bruno Caravita, 74 anni
Pier Bruno Caravita, 74 anni
Pier Bruno Caravita, 74 anni

Pene ridotte, in appello, per Pier Bruno Caravita, 74 anni, e per la moglie 57enne Patrizia Odessa, accusati di avere veicolato denaro da due società legate a Marinara, Marinagest e Sogemar, dichiarate fallite nel 2012, per finanziare altre società del gruppo con scopi estranei alla ragionevolezza finanziaria. Secondo l’accusa società senza redditività, con contratti in perdita. Nonostante ciò, i due avevano finanziato altre società del gruppo, peraltro in conflitto d’interessi, con conseguente danno per i creditori. In primo grado Caravita era stato condannato in abbreviato a 5 anni, ieri ridotti dai giudici di secondo grado a 3 anni e 8 mesi. Pena di 2 anni e 4 mesi per la moglie (3 anni e 8 mesi in primo grado). Gli imputati erano difesi dagli avvocati Lorenzo Valgimigli e ed Enrico Ferri. Confermata la condanna per Marinagest e la bancarotta fraudolenta, prescritto il reato di dolosa ritardata dichiarazione di fallimento.

Complessivamente erano accusati di aver distratto somme per 2,3 milioni di euro. Di questi 2,1 milioni da Marinagest srl, che nel porto turistico di Marinara si occupava dei servizi a mare (posti barca annuali e contratti di ormeggi a lungo termine), mentre sono stati assolti per una distrazione di 292mila euro. Mentre per quanto riguarda Sogemar srl, che sempre a Marinara si occupava dei servizi a terra (appartamenti, uffici, negozi e ristoranti), la distrazione sarebbe stata di 240mila euro mediante un finanziamento alla Myo srl, hanno invece incassato assoluzioni per altri 73mila euro dati alla stessa società. La condanna relativa a Sogemar è arrivata anche per una bancarotta colposa, in quanto ne avrebbe aggravato il dissesto non portando i libri in tribunale.

La difesa sosteneva che in una contestata bancarotta occorre valutare gli indici di fraudolenza e le ragioni imprenditoriali. E in questo senso, Caravita a loro avviso aveva spiegato il significato di ogni singola operazioni con finanziamenti messi in campo anche per tutelare l’assetto portuale. Inoltre le due srl non sarebbero state società che lavoravano in perdita, anzi Marinagest era la più ricca di tutto il gruppo: quindi nessuna lesione creditoria. Caravita aveva subìto un’altra condanna a Ferrara, 8 anni ridotti in appello a 3 anni e 8 mesi a seguito di concordato (una sorta di patteggiamento in secondo grado) per la bancarotta Cmr, la cooperativa di Filo di Argenta che aveva realizzato, tra le altre cose (Porto Reno, l’ex Holiday Inn) proprio Marinara.

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