Matteo Ballardini (foto Scardovi)

Ravenna, 13 giugno 2018 - Il metadone glielo aveva dato un'amica 22enne del posto sul parcheggio di un fast food di Lugo. Ed è così che verso le 23 dell'11 aprile 2017 lo studente 19enne Matteo 'Balla' Ballardini aveva iniziato a stare male. Una lunghissima agonia la sua durata fino alla tarda mattinata del giorno dopo quando il ragazzo era morto all'interno dell'auto della madre nella quale gli amici lo avevano lasciato completamente solo. E proprio i quattro amici con lui quella notte, sono stati raggiunti all'alba da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Andrea Galanti per omicidio volontario pluriaggravato (con dolo eventuale).

Secondo le indagini della squadra Mobile coordinate dai Pm Alessandro Mancini e Marilù Gattelli, la 22enne e tre amici chiamati da lei in aiuto, non solo non avevano allertato i soccorsi: ma avevano pure sequestrato il 19enne per diverse ore, spegnendogli il cellulare e tenendo il ragazzo chiuso nell'auto, anche a chiave, mentre loro andavano in un bar a bere birra, in pasticceria a mangiare cornetti e sniffavano cocaina.

Avevano inoltre spostato l'automobile in un parcheggio più defilato per evitare che le forze dell'ordine potessero intervenire. Quindi verso le 8 lo avevano lasciato solo. Verso le 15 infine un amico era tornato all'auto trovando il 19enne morto. Secondo gli inquirenti, movente dell'inerzia nell'avvertire i soccorsi era stato il timore che venisse fuori chi aveva dato la droga a Balla.