Ravenna, 8 marzo 2019 - Di fatto non ha più nulla. Case, ville, ambulatori. Matteo Cagnoni è stato spogliato dell’intero patrimonio immobiliare, tolto dalla sua disponibilità e ora aggredibile dalla famiglia di Giulia Ballestri che potrà così ottenere i 4,5 milioni di euro di risarcimenti provvisionali stabiliti con la condanna all’ergastolo (VIDEO) del 22 giugno 2018. La provvisionale sarebbe immediatamente esecutiva, ma il dermatologo 53enne da allora non ha ancora scucito un euro a madre, fratello e figli della donna che avrebbe ucciso con crudeltà e premeditazione, almeno per la sentenza di primo grado. Ora questa novità, che arriva all’indomani della deposizione dell’appello da parte della difesa dell’imputato, rende tutti i suoi beni immobili tecnicamente sotto ‘sequestro conservativo’. Tradotto: lui non li può più toccare.

La richiesta è stata presentata dal legale dei Ballestri, l’avvocato Giovanni Scudellari, e accolta con ordinanza della Corte d’assise di Ravenna presieduta da Cecilia Calandra, Federica Lipovscek giudice estensore (più sei popolari), che «ha riconosciuto la fondatezza della pretesa risarcitoria» in ragione di un «pericolo di un’insufficienza delle risorse patrimoniali dell’imputato sulle quali soddisfare le obbligazioni nascenti dal reato».

Vale a dire le provvisionali esecutive di 500mila euro per i genitori di Giulia, Franco Ballestri e Rossana Marangoni, 150mila per il fratello Guido e tre milioni per i tre figli. Nel provvedimento la Corte fa riferimento anche a quello che fu il comportamento di Cagnoni prima dell’omicidio, quando davanti all’amico notaio con «atti simulati» si spogliò di tutti i suoi averi vendendoli o donandoli al fratello Stefano. Spoliazione di cui Giulia apprenderà mesi dopo, pochi giorni prima di essere uccisa il 16 settembre 2016. 

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