Il meccanico Ceccoli indica il luogo dell'inseguimento (Foto Zani)
Il meccanico Ceccoli indica il luogo dell'inseguimento (Foto Zani)

Ravenna, 19 febbraio 2020 - Diciamola tutta. Se il termine eroe è eccessivo e spesso abusato, il suo comportamento – inseguire fino a bloccare uno scippatore – è stato certamente non comune. E dettato da alto senso civico. Anche se lui, Claudio Ceccoli, 52enne meccanico da dodici titolare dell’officina omonima in via Perilli, zona Darsena, un po’ si schermisce e minimizza. "L’ho preso perché non ce la faceva più, era abbastanza corpulento e affaticato". L’ha inseguito per duecento, forse trecento metri. E all’angolo con via Trieste l’ha bloccato, per poi consegnarlo ai carabinieri. Probabile l’arresto per la quasi flagranza.

Del resto l’aveva fatta grossa. Quell’uomo, descritto come "forse non italiano, ma che l’italiano lo parlava bene", a metà pomeriggio di ieri ha avvicinato a piedi una donna in bicicletta e l’ha scippata della borsa dopo averla buttata a terra con una violenta spinta. È a quel punto che dalla vicina officina è entrato in azione il meccanico: "Stavo lavorando quando ho sentito delle grida – racconta Ceccoli –. All’inizio pensavo fossero dei bambini che giocavano, ma una volta uscito ho visto quella donna a terra, di fianco a una bicicletta, che gridava ‘al ladro al ladro, fermatelo’. E nell’immediatezza mi è passato davanti un ragazzo che correva. A quel punto ho realizzato e ho iniziato a inseguirlo". Dopo circa duecento metri il meccanico lo aveva già raggiunto, appena svoltato l’angolo con via Trieste.

«Guardi, si è fermato lui perché aveva il fiatone e non ce la faceva più. Quando ha visto che gli ero a un metro ha ceduto. Era abbastanza robusto e sudava. Età? Forse sui quarant’anni". Durante quel breve tentativo di fuga lo scippatore prima si era disfatto della borsa, tenendo il portafogli. Poi ha lanciato a terra anche quello.

Il racconto del coscienzioso cittadino continua così: "Mi ha detto che non aveva niente e che aveva buttato via tutto. Io l’ho preso per un braccio e gli ho detto ’seguimi, perché non hai fatto un torto a me, ma a quella povera signora’, la quale peraltro ci stava venendo incontro". La donna, effettivamente, nel frattempo aveva recuperato borsa e portafogli, eppure mancava il denaro. Il rapinatore aveva fatto in tempo a nasconderselo addosso. "La signora – precisa Ceccoli – aveva chiamato i carabinieri, che sono arrivati dopo pochi minuti. Nel frattempo avevo fatto sedere quell’uomo sul marciapiedi. Ad un certo punto – si è accorto il meccanico – ha tirato su la manica del giubbotto. Ed è spuntato un piccolo rotolo di banconote, da cinquanta e venti euro".

L’uomo è stato preso in consegna dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, che lo hanno portato al comando dopo averlo caricato sulla gazzella. Anche il meccanico è stato sentito per redigere un preciso resoconto dei fatti. La donna scippata, sotto choc e dolorante, nel frattempo stava aspettando il figlio per farsi portare al pronto soccorso.