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22 mag 2022

Medici di base Ravenna, altri 5 in pensione. Solo uno verrà sostituito

Per altri 3 professionisti si conta che il sistema possa reggere, il vero problema è un posto a Fusignano. Marabini (Ausl): "Siamo già alla terza chiamata, sono stati più volte interpellati tutti gli iscritti all’Ordine"

22 mag 2022
sara servadei
Cronaca
Sono tante le attività svolte dai medici di medicina generale, punto di riferimento per i pazienti (foto di repertorio)
Sono tante le attività svolte dai medici di medicina generale (archivio)
Sono tante le attività svolte dai medici di medicina generale, punto di riferimento per i pazienti (foto di repertorio)
Sono tante le attività svolte dai medici di medicina generale (archivio)

Ravenna, 22 maggio 2022 - Altri cinque medici di base vanno in pensione alla fine del mese. È la cronaca di un’emorragia che si fa più intensa di mese in mese: non ci sono abbastanza giovani per sostituire coloro che se ne vanno. Solo da novembre a oggi il problema si è presentato a Russi, a Mezzano, a Savio e a San Pietro in Vincoli. Ora è la volta di Fusignano.

Non è un mistero che la scarsità di medici si riflette perlopiù nelle campagne e nelle piccole realtà: i pochi giovani che ci sono prediligono i centri più grandi, con più servizi e medicine di gruppo. Dei 5 medici in pensione dal 1 giugno 2 si trovano a Ravenna in città, 1 a Cervia, 1 a Bagnacavallo e 1 a Fusignano. Di questi 5 uno solo verrà sostituito: quello di Cervia.

A Ravenna e Bagnacavallo, vista la presenza di altri medici, si conta di riuscire ad assorbire gli assistiti tra gli altri professionisti presenti. Il problema vero per cui tuttora si sta cercando una soluzione è Fusignano. "Sono stati più volte interpellati tutti i medici iscritti all’Ordine e presenti nelle graduatorie regionali, siamo già alle terza chiamata – spiega Mauro Marabini, direttore del dipartimento di Cure primarie dell’Ausl a Ravenna –. L’estate sarà complessa: si aggiungeranno sostituzioni, ferie e guardia turistica".

Il problema della mancanza di medici è trasversale e viene da lontano: dal numero chiuso a Medicina, che ora si sta cercando di alleggerire. Parlando nello specifico dei medici di base, il problema è che il 60% di loro nella nostra provincia è nato tra il 1950 e il 1959: sono tutti sopra ai 62 anni, età minima per il prepensionamento. L’età massima fino alla quale si può esercitare è 70 anni. Finora nelle località dove non è stato possibile trovare dei sostituti è stato aumentato il numero massimo degli assistiti per medico, che in alcuni casi è arrivato a 1.800 (di norma sarebbe 1.500, ndr ) e a Mezzano addirittura a 2.000.

Con la pandemia e i progressivi pensionamenti però tanti pazienti hanno lamentato un peggioramento del servizio: "Alcuni dicono ’i medici di base lavorano solo 15 ore a settimana’, ma quello è solo il numero di ore di ambulatorio – spiega Marabini – e non l’orario effettivo di lavoro. Un medico di medicina generale deve anche occuparsi delle visite domiciliari e dell’attività di supporto, che è tutta sulle sue spalle se non ha una segretaria o un infermiere: in totale sono 40/50 ore alla settimana. Tra queste attività extra rientrano le ricette demateralizzate, le certificazioni, i tamponi, le richieste, i piani terapeutici... Nelle medicine di gruppo ci sono infermieri e segretari a supporto, il medico che lavora da solo in campagna è più in difficoltà. E la pandemia ha aumentato il lavoro al computer, tra ricette dematerializzate e provvedimenti legati al Covid".

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