Un’elaborazione grafica del progetto per la palazzina che ospiterà il corso di Medicina
Un’elaborazione grafica del progetto per la palazzina che ospiterà il corso di Medicina

Ravenna, 12 settembre 2019 - Passo avanti decisivo per l’attivazione del nuovo corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, a partire dall’anno accademico 2020-2021. Il corso sarà ospitato sia da Ravenna che da Forlì, ma con un importante coinvolgimento anche di Cesena e Rimini come sede per la clinica. 

Le novità sono emerse ieri nel corso di un incontro tra una delegazione ravennate e il rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini. Presenti il sindaco Michele de Pascale, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Ernesto Giuseppe Alfieri e il presidente della Fondazione Flaminia, Lanfranco Gualtieri. 

A suggellare l’accordo su base romagnola anche alcune telefonate che, alla fine della riunione, sarebbero intercorse tra de Pascale e Ubertini e il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Sui dettagli dell’incontro non si registrano dichiarazioni. Si sa che Ravenna ha ribadito la disponibilità a mettere a disposizione spazi immobiliari e a garantire economicamente l’operazione.

Nella riunione è stato confermato e rafforzato l’impegno di Ravenna illustrato a metà giugno al prorettore alla Didattica dell’Alma Mater, Enrico Sangiorgi, che visionò direttamente le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche attualmente presenti e potenzialmente realizzabili. In particolare, in quell’occasione venne presentato il rendering relativo alla realizzazione nell’area ospedaliera del Santa Maria delle Croci, attigua al Cmp, della nuova palazzina di tre piani che accoglierà aule, laboratori didattici e di ricerca, spazi per i docenti e gli studenti del nuovo corso di laurea.

In attesa della realizzazione della palazzina, sono state in via temporanea rese disponibili dalle istituzioni del territorio coinvolte nel progetto alcune sedi del centro storico della città quali la sala Nullo Baldini del palazzo della Provincia, la sala Bandini della Cassa di Ravenna, la sala Severino Ragazzini del Centro dantesco dei Frati minori conventuali di Ravenna e alcune aule del Palazzo dei Congressi. In quell’occasione il sindaco de Pascale affermò che il tema della formazione dei medici è all’ordine del giorno del dibattito nazionale, con una necessità impellente per il nostro Paese di mantenere il livello di qualità della formazione, aumentando contemporaneamente i numeri dei medici formati. In questo contesto l’Ausl Romagna deve affrontare tale riflessione in maniera coesa e in un’ottica di collaborazione e sinergia tra tutti i territori e gli ospedali della Romagna, Ravenna ha l’ambizione di giocare un ruolo di primo piano».

«Accolgo con soddisfazione – commentò il presidente della Fondazione Cassa, Ernesto Giuseppe Alfieri – l’apprezzamento dimostrato dalla commissione di docenti durante la visita. La Fondazione ha sempre creduto nell’importanza di portare il corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Ravenna e ora questo progetto comincia un iter che ritengo con grande fiducia possa in tempi brevi arrivare alla conclusione. Il progetto richiederà un impegno economico consistente da realizzare nei prossimi 15 anni». Ieri a Bologna un passo avanti probabilmente decisivo.
lo.tazz.