Ravenna, 24 febbraio 2017 - Il pavimento sterrato del Mercato coperto assomiglia al percorso di un labirinto per bambini. Ci sono porzioni di vecchie fondamenta che verranno riutilizzate, reperti archeologici messi al sicuro con apposite coperture prescritte dalla Soprintendenza, le tracce per la posa dell’impiantistica ricavate dai solchi delle vecchie fognature che risalgono al 1980.

Aperto a fine ottobre 2015, il cantiere per la riqualificazione del Mercato coperto è finalmente pronto a entrare nel vivo dell’attività. Il progetto di CoopAlleanza 3.0 prevede un investimento di 7,5 milioni di euro, la firma della nuova veste di questo luogo storico di Ravenna è dell’architetto Paolo Lucchetta. I lavori, eseguiti dalla Cmc, sono iniziati in ritardo rispetto alla tabella di marcia originaria dell’allora Coop Adriatica, per via delle lungaggini burocratiche degli uffici pubblici, poi sono stati rallentati per i reperti archeologici affiorati dopo i primi lavori.

«Era inevitabile – spiega Alessandro Bellettati, responsabile dell’investimento per CoopAlleanza 3.0 – che venissero alla luce quelle che si chiamano ‘emergenze archeologiche’. Il lavoro fatto con la Soprintendenza in questi otto mesi è stato molto proficuo. I teli che si vedono sono in un materiale speciale, che conserva e mette in sicurezza quanto rinvenuto. Abbiamo dovuto rifare il progetto delle fondazioni e richiedere autorizzazioni. Ma ora siamo pronti per avviare la fase più consistente dei lavori».

Durante i primi scavi sono emersi una porzione di muro di epoca bizantina, resti del tracciato del fiume Padenna, vecchie fognature. «Lunedì scorso – aggiunge Bellettati – abbiamo avuto l’incontro decisivo con la Soprintendenza che ha dato l’ok alla prosecuzione dei lavori. Al primo piano gli operai sono ancora intenti a sgomberare e smantellare cucine e magazzini del ristorante Bizantino, l’ultimo locale a lasciare il Mercato coperto nell’autunno di due anni fa. «I camion li facciamo entrare in cantiere al mattino presto e uscire di sera, per intralciare il meno possibile l’attività dei commercianti e non dar fastidio a chi comunque frequenta il centro storico».

E’ chiaro che con l’arrivo delle betoniere il traffico si intensificherà. Ora il piano dei lavori prevede pavimentazione, sistemazione del tetto, soppalco per bar e area spettacoli. Sotto, la suddivisione è quella nota: le attività enogastronomiche del Molino Spadoni, la vendita di carne e pesce, un’area di duecento metri quadrati a disposizione della Coop non per un supermercato, ma per punti vendita di prodotti d’eccellenza.

Contemporaneamente, sono iniziati i lavori per restaurare le facciate esterne. Le restauratrici sono al lavoro per recuperare i capitelli, ma verranno restaurate anche finestre e porte. «Il nostro obiettivo – annuncia Bellettati – è quello di togliere l’impalcato a partire da via Ponte Marino entro l’anno. Già nelle prossime settimane sarà eseguito un intervento grafico sulla parete dell’impalcato che si affaccia su questa strada per renderlo più gradevole. Anche se capisco che resta una via particolarmente stretta».

Il termine dei lavori è confermato: «Apriamo nel giugno del 2018».