Mettere il territorio in sicurezza, una sfida difficile

Mettere il territorio in sicurezza, una sfida difficile

Mettere il territorio in sicurezza, una sfida difficile

Il tema di fondo è quello di cui si parla da mesi: ovvero che per stare tranquilli servono lavori ingenti che modifichino in maniera radicale la morfologia del territorio. Lavori ingenti vuol dire grosse somme, stanziamenti, macchina pubblica. Certo, in occasioni come queste servirebbe celerità, ma fondi di quel tipo non possono arrivare dagli enti locali. E così da mesi la situazione è in stallo, con diversi amministratori locali che in più occasioni hanno sottolineato la necessità di stanziamenti e progetti e i cittadini giustamente terrorizzati. Chi ha vissuto l’incubo di maggio non può dimenticare né vivere con la serenità di un tempo un episodio di pioggia come quello dell’altra sera. Il fatto è che fare prevenzione non significa solo pulire i fiumi (anche se portare via il legname che abbiamo visto nelle piene di questi giorni sarebbe un buon primo passo), ma anche creare casse di espansione, zone in cui far defluire l’acqua in caso di emergenza e, come è stato sottolineato più volte dal sindaco di Ravenna e presidente della Provincia Michele de Pascale, perfino ricollocare alcuni cittadini le cui abitazioni si trovano in aree che potrebbero tornare utili per queste maxi opere. Realisticamente, considerata la macchina pubblica, il timore è che ci vorranno anni e anni e anni. La speranza è che le cose si possano velocizzare: non si può morire di paura a ogni pioggia.