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3 mag 2022

Minacciò Di Maio sui social: "Ho sbagliato"

L’uomo, brindisino, invitava il deputato forlivese a prendere una scorta: "Ti faranno fuori". Il commento sotto una foto a Faenza con Isola

Il post con la frase minacciosa rivolta al deputato renziano
Il post con la frase minacciosa rivolta al deputato renziano
Il post con la frase minacciosa rivolta al deputato renziano

"Prima o poi ti faranno fuori. Chiedi la scorta". Firmato ferrarista19. Questo il commento scritto nel 2020 da un uomo di Brindisi sotto la foto pubblicata su Instagram che ritraeva il deputato forlivese di Italia Viva, Marco Di Maio, e l’allora candidato sindaco di Faenza (poi eletto), Massimo Isola. L’immagine venne pubblicata sul profilo social di Di Maio, che in quell’occasione ufficializzò l’appoggio della ’sua’ lista a Isola. Letto il commento, il renziano decise di rivolgersi alla Digos e di presentare denuncia.

Ora, a distanza di quasi due anni, l’autore delle minacce – che Di Maio non conosce né ha mai conosciuto –, ha chiesto pubblicamente scusa con una lettera che il deputato, d’accordo con la controparte, ha deciso di divulgare. Il brindisino fa mea culpa, definendo "vergognosa" la frase scritta, analizzando i meccanismi che portano a dare il peggio di sè sui social network.

"Mi preme sottolineare – scrive – come queste affermazioni sono state formulate in un particolare momento di stress emotivo e psicologico, che certamente non le giustificano, ma non appartengono alla cultura e ai valori dello scrivente; questo per rassicurarla solo che non vi è dubbio non vi fosse pericolo per la sua incolumità o sicurezza". Il pugliese ammette di aver scritto frasi di "inqualificabile violenza. Commentando una sua normalissima attività politica".

Ora, dopo mesi di riflessione, "sono dispiaciuto, riconosco di aver sbagliato anche perché il mio comportamento non può che fornire un esempio negativo inducendo a ritenere legittime condotte che tali non sono". L’uomo ammette di non essersi reso conto, delle "conseguenze che parole quali quelle da me espresse possono avere, soprattutto tenendo conto del mezzo utilizzato il quale consente a più persone e sconosciuti di poterle leggere con rischi che non sono preventivabili".

In conclusione "se la mia lettera potesse servire affinché anche una sola persona capisse o si rendesse conto dell’importanza di un uso corretto delle parole e del valore di un confronto civile anche sui social, evitando il mio stesso errore, avremmo sicuramente raggiunto un importante risultato".

Da parte di Di Maio c’è l’impegno a non rivalersi civilmente sull’uomo, mentre l’indagine penale procederà d’ufficio.

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