Il cane Corry
Il cane Corry

Faenza (Ravenna), 28 marzo 2018 - All'età di 15 anni è scomparso Corry (FOTO). Lo ha reso noto un comunicato arrivato dalla sezione faentina dell'Enpa, l'Ente protezioni animali. Ieri pomeriggio, per una insufficienza renale, è morto il cane di razza Lagotto che aveva commosso Faenza per i maltrattamenti subiti da parte dei suoi ex proprietari.

Corry, questo il nome con il quale fu ribattezzato dai volontari dell'Enpa, diminutivo di coraggio, fu ritrovato in fin di vita nel marzo 2014, dopo una segnalazione all'associazione animalista. Quando questi assieme alle forze dell'ordine riuscirono a entrare nell'abitazione dei suoi ex proprietari rimasero senza parole. Era disidratato, denutrito, senza pelo, dilaniato da malattie e parassiti; trascorreva le sue giornate chiuso in casa, spesso senza poter espletare i propri bisogni fisiologici.

Una condizione che gli aveva causato enormi problemi alle vie urinarie e intestinali. Trovato immerso nelle proprie feci e divorato dalle pulci, il cane, di cui non si aveva nemmeno la certezza dell'età che fu fissata in circa 10 anni, andò incontro a un lungo percorso riabilitativo sotto la supervisione della clinica veterinaria accademica di Ozzano.

La storia di Corry viaggiò velocemente sul web e conobbe, almeno per la realtà di Faenza, una mobilitazione senza precedenti. Il buon cuore di centinaia di cittadini, che contribuirono con donazioni, permise ai volontari di Enpa di compiere la lunga riabilitazione che salvò la vita all’animale. Corry poi fu dato in adozione a una famiglia. Nessuno sapeva con precisione quando fosse nato, ma grazie alle cure ricevute è riuscito a sopravvivere fino a un’età stimata di circa 15 anni, dunque in linea con la vita media di un Lagotto.

“Pur nel grande dolore -ha detto la presidente della sezione manfreda dell'Enpa, Teresa Ravaioli- ci conforta pensare che, con l’impegno di tanti, siamo riusciti a regalare a Corry cinque anni di nuova vita, ricca dell’affetto e delle cure di una famiglia. Ci auguriamo che la sua storia, che ha commosso e coinvolto centinaia di persone, possa continuare a essere il simbolo di una presa di coscienza collettiva, capace di sensibilizzare sempre più persone al rispetto per gli animali”.