Nasce un comitato contro l’antenna "Il Comune perse al Tar sul canone"

In campo un legale sul traliccio nel parco Montessori di via Lanzoni. I cittadini esprimono dubbi sulla correttezza dell’iter: "Il contenzioso riguardava l’aumento del suolo pubblico, non la localizzazione".

Nasce un comitato contro l’antenna  "Il Comune perse al Tar sul canone"

Nasce un comitato contro l’antenna "Il Comune perse al Tar sul canone"

Non ci sarebbe stato nessun tentativo, da parte del Comune, di fermare l’installazione dell’antenna alta 34 metri nel parco Montessori di via Lanzoni. Il ricorso al Tar presentato da Wind Tre, infatti, non riguardava l’ubicazione del traliccio, né l’inquinamento elettromagnetico. L’oggetto del contenzioso verteva, piuttosto, sul canone di occupazione del suolo pubblico, che l’amministrazione col nuovo regolamento Cosap aveva alzato, per questo e altri ripetitori, da duemila euro fino quasi a 40mila euro annui. Un "vertiginoso aumento del canone per gli impianti di telefonia", a detta della compagnia Wind Tre cui il Tar, con sentenza del gennaio 2022, aveva dato ragione, ritenendolo "inammissibile". I residenti della zona di via Cilla, intanto, hanno formalizzato la costituzione di un comitato cittadino, che affonda il colpo proprio su questo punto. "Al comitato risulta che il contenzioso tra Comune e Wind 3 abbia riguardato esclusivamente l’entità del canone di concessione dell’area, ma in quel giudizio non si è affatto discusso della localizzazione dell’impianto, contrariamente a quanto asserito dall’assessore Gallonetto". Riguardo all’individuazione del sito, il comitato valuta "atipico" il fatto che la stessa non sia passata attraverso una delibera di giunta, ma la decisione sia stata delegata a un funzionario.

I cittadini hanno messo in campo un legale, l’avvocato Roberto Menniti, e non sembrano intenzionati a rassegnarsi, soprattutto dopo che dal Comune, parandosi dietro la concomitanza degli eventi alluvionali, non era stata fornita alcuna informazione, né sull’iter né sull’avvio del cantiere di installazione del maxi-traliccio, che ha sventrato (foto) il parco Montessori. I cittadini avanzano "dubbi e perplessità sulla correttezza delle procedure adottate" circa l’ubicazione dell’impianto, "un parco circondato da case e vicino a una scuola elementare". E ritengono "particolarmente grave" il fatto che "un bene pubblico originariamente destinato alla collettività è stato sottratto alla sua funzione", senza che "da parte dell’organo politico, cioè la giunta, vi sia stata alcuna valutazione in merito all’opportunità di una scelta così profondamente impattante sulla vita e sulla salute dei numerosi residenti nella zona. Altrettanto grave è che non si sia minimamente tenuto conto della possibilità di installare l’impianto in un sito meno critico, oppure in condivisione con altri impianti già esistenti".

Il comitato, infine, avanza "forti perplessità sulla trasparenza delle procedure adottate dal comune e dagli uffici necessariamente coinvolti nel procedimento, in particolare per quanto riguarda le forme attraverso le quali si è data pubblicità al progetto dell’impianto, secondo quanto previsto dalle normative

vigenti". E, in ragione di ciò, "si riserva di raccogliere tutti gli elementi necessari per la tutela legale eventuale dei propri diritti e della salute e di richiedere chiarimenti all’Amministrazione su tale vicenda anche presso le competenti sedi istituzionali".

Lorenzo Priviato