Neonato morto dopo il parto, ostetrica assolta

Lugo, il decesso nel 2015. La Corte d’Appello ha anche ridotto la pena da 10 a 6 mesi per il medico imputato

Il bimbo era nato all’ospedale di Lugo nel maggio del 2015 (foto di repertorio)

Il bimbo era nato all’ospedale di Lugo nel maggio del 2015 (foto di repertorio)

Lugo (Ravenna), 10 novembre 2023 – Il neonato morì due giorni dopo il parto, avvenuto all’ospedale di Lugo. Ora la Corte di appello di Bologna ha assolto per non aver commesso il fatto un’ostetrica e ha ridotto (da dieci a sei mesi) la pena per un medico, imputati per il decesso del neonato a Cesena, il 18 maggio 2015, due giorni dopo il parto.

Il bambino morì per una gravissima asfissia perinatale con infiammazione polmonare e nel processo l’ostetrica, difesa dagli avvocati Patrizio Orlandi ed Ermanno Cicognani, e il medico di guardia, difeso dall’avvocato Giovanni Scudellari e Pier Francesco Barone rispondevano di omicidio colposo. Ai due veniva contestato di non aver valutato correttamente il tracciato cardiotocografico (che rileva la frequenza cardiaca del feto e della madre) e di non avere espletato il più velocemente possibile il parto, oltre che di avere somministrato in maniera inopportuna l’ossitocina e di non avere sospeso la somministrazione per migliorare l’ossigenazione del feto. All’ostetrica veniva anche contestato di non avere allertato il medico di guardia e di non avere eseguito le manovre conservative. Il tribunale aveva condannato entrambi, gli imputati hanno fatto appello e tra il giudizio di primo e di secondo grado l’Ausl Romagna ha risarcito il danno.

In udienza a Bologna la Corte ha assolto l’ostetrica, che a Ravenna era stata condannata a otto mesi. Il tema in discussione nel suo caso era la responsabilità medica quando il lavoro è di equipe, con la giurisprudenza di Cassazione che ha recentemente stabilito un limite a questa responsabilità: bisogna essere in grado di percepire l’errore del collega ed essere in grado di porvi rimedio perché, diversamente, si ricadrebbe in una sorta di responsabilità oggettiva. Nel caso di Lugo, ha sostenuto la difesa dell’ostetrica, questo significa che se il medico di guardia non optò per un parto veloce con ventosa o cesarea, l’ostetrica non può essere ritenuta responsabile della scelta se avvisò il sanitario e si comportò secondo le linee guida. Quella della Corte, commenta quindi l’avvocato Orlandi, "è una sentenza che rende giustizia al corretto operato di una brava e scrupolosa ostetrica che anche in occasione della vicenda per cui era a processo ha puntualmente ottemperato ai propri doveri assistenziali".