[segue dalla prima]

... e inizieremo a protestare, seriamente. Tutti a rivendicare il proprio diritto di fare jogging e andare in spiaggia, in vacanza al ristorante, nessuno che alza la voce per dare priorità ai bambini, ai ragazzi. La scuola faceva già’ pena, e ce lo ha certificato l’emergenza, ma invece di correre ai ripari pensiamo bene di tenerla chiusa, senza nemmeno un saluto un messaggio di conforto e speranza per i nostri figli. La scuola dovrebbe essere la nostra priorità’ assoluta. Invece si apprende che l’organico rimarrà pressochè invariato a Ravenna, lasciando solo l’alternanza presenzavideolezione come unica soluzione praticabile. Nonostante l’impegno dei docenti, la videolezione non può entrare nella normalità scolastica. Passata la novità iniziale, la noia e la mancanza di stimoli e confronto prevalgono, abbiamo però sdoganato la digitalizzazione dei ragazzi in barba a chi dice che tante ore di fronte agli schermi sono nocive per la concentrazione e lo sviluppo dei nostri figli. Non ci siamo non ci siamo non ci siamo e non ci siamo.

Simona Simoncelli*

* Ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia