Una manifestazione nazionale No-vax  (foto d’archivio)
Una manifestazione nazionale No-vax (foto d’archivio)

Ravenna, 23 marzo 2019 - «Dai ‘No-Vax’ minacce e offese alle maestre delle Scuole dell’Infanzia». Dopo gli episodi dei giorni scorsi nelle scuole materne di Brisighella e Marzeno dove alcune insegnanti non hanno fatto entrare in comunità i bambini che non erano in regola con i vaccini obbligatori, la dirigente dell’istituto, Paola Fiorentini, ha preso carta e penna per segnalare episodi che hanno visto coinvolte le insegnanti delle due materne.

Nella prima parte del documento la dirigente specifica a quali leggi è legato l’accesso a nidi e scuole d’infanzia. E sottolinea che dopo il 10 marzo «è fatto divieto di frequenza ai bambini non vaccinati, pur mantenendo l’iscrizione e la possibilità di rientrare certificata con documentazione dell’Ausl». E poi aggiunge: «Negli anni i genitori degli alunni non vaccinati dei due istituti che dirigo, il Matteucci-Faenza Centro e, come reggente, l’istituto comprensivo di Brisighella, sono stati ripetutamente sollecitati da parte del personale di segreteria per ottemperare agli obblighi di legge. Nei primi tempi hanno fornito domanda di appuntamento all’Asl, appuntamento sempre disatteso, ma a partire da settembre 2018 non è stata presentato nessun documento in proposito».

La scorsa settimana i genitori «sono stati avvisati dalle docenti prima, tramite raccomandata poi, che i bambini non potevano più essere accolti. Ciò nonostante per tutta questa settimana si sono presentati alle scuole, spesso accompagnati da persone, che non si sono identificate, del movimento ‘No Vax 32 Libertà e salute’ e, con toni arroganti e minacciosi, hanno aggredito verbalmente le maestre». Il tutto, secondo la ricostruzione fornita dalla dirigente sarebbe «avvenuto davanti ad altri genitori e ai bambini del plesso».

A Brisighella «sono stati chiamati i carabinieri ben tre volte, ma tutte le mattine la situazione si ripete. Inoltre i genitori no vax hanno lasciato i bambini all’interno del plesso, in modo tale che le docenti fossero obbligate a riceverli per evitare l’abbandono di minori».

La dirigente conclude «soprattutto come cittadino italiano rispettoso delle leggi, mi chiedo se è possibile offendere delle lavoratrici che applicano la legge». E sottolinea come la scuola, i lavoratori e gli stessi bambini siano «vittime» di questi episodi. «Per non parlare – conclude – della totale mancanza di rispetto» per i bimbi immuno-depressi che «si trovano esposti a pericoli per il totale egoismo di pochi facinorosi».