Non può avvicinare i genitori. Ma vìola la misura, arrestato: "Mi condiziona il dark web"

Un 30enne era stato allontanato da casa per le continue richieste estorsive di denaro. Portato in tribunale, dopo avere disatteso il provvedimento, ora è ai domiciliari in Psichiatria. .

Non può avvicinare i genitori. Ma vìola la misura, arrestato: "Mi condiziona il dark web"

Non può avvicinare i genitori. Ma vìola la misura, arrestato: "Mi condiziona il dark web"

Il tribunale aveva imposto a un 30enne ravennate il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri ai genitori ai quali, secondo l’accusa, a più riprese aveva chiesto soldi arrivando minacciarli di morte o paventando gesti estremi (da qui l’accusa di estorsione continuata). L’altra notte ha violato il divieto e si è presentato sotto casa dei genitori: a dirlo ai carabinieri è stato lui stesso – preoccupato per il fatto che alle 2 di notte il padre non rispondesse. Da qui l’arresto e il processo per direttissima ieri mattina quando, tutelato dall’avvocato Francesco Furnari, il 30enne ha attribuito il suo stato di disagio "all’intelligenza artificiale", spiegando al giudice di sentirsi "manipolato dal dark web" e chiedendo "una perizia" del proprio appartamento, dove qualcosa lo condizionerebbe ad agire in quel modo. La Procura chiedeva il trasferimento in carcere, mentre la difesa, producendo la documentazione che certifica le problematiche del giovane, ha ottenuto gli arresti domiciliari in Psichiatria.

In precedenza le indagini dei carabinieri avevano accertato che le richieste del ragazzo ammontavano a qualche decina di euro per volta tramite chiamate telefoniche o attraverso messaggi di Whatsapp e Telegram. L’indagine, come dato atto nell’ordinanza notificata nelle scorse settimane, era partita d’ufficio, cioè senza denuncia alcuna dei genitori. In particolare il 13 aprile scorso i militari erano intervenuti all’abitazione perché la madre del giovane si era allarmata per via di alcune foto inviate tramite cellulare e di ricordo di un episodio del 2018: un gesto di autolesionismo in seguito al quale erano stati allertati servizi sociali, Sert e servizio psichiatrico. La madre il 10 maggio scorso si era poi rivolta ai militari specificando che il figlio era diventato particolarmente molesto, provocatorio e assillante per estorcerle denaro. Il giorno dopo, ecco nuove richieste di danaro condite da minacce, sia di tenore autolesivo che contro i genitori.

Il quadro era, tuttavia diventato molto grave e preoccupante, e delineava lo stato di profonda prostrazione del ragazzo, in un contesto di dipendenza da stupefacenti e alcol, che lo spingeva a continue richieste di denaro, e di un disturbo borderline di personalità da cui risulta affetto. Lo stesso, infatti, è seguito dal Sert e dal servizio psichiatrico dal 2019.

l. p.