PREOCCUPATI  In allarme i tanti pendolari
PREOCCUPATI In allarme i tanti pendolari

Ravenna, 4 dicembre 2018 - Divampa la polemica sui nuovi orari dei treni, in vigore da domenica. Tanto che anche il sindaco Michele de Pascale, che aveva celebrato la novità annunciata che in un primo momento sembrava favorevole per il territorio ravennate, ha scritto per chiedere chiarimenti. I collegamenti tra Ravenna e Bologna infatti diventeranno più veloci, passando da una media di 84 minuti a 69, ma stazioni come Classe e Godo risultano penalizzate.

«Ci era stato garantito che non ci sarebbero state modifiche sostanziali per i trasporti interni alla provincia di Ravenna» scrive il sindaco e presidente della Provincia in una nota assieme a Nicola Pasi, consigliere provinciale delegato alla Viabilità e ai Trasporti. «Dopo ben quindici giorni di nostri solleciti tutt’ora il sito di Trenitalia presenta un orario diverso e manchevole da quello concordato – proseguono de Pascale e Pasi – e non ci viene neppure detto se è ancora in corso la fase di caricamento degli orari, con il risultato gravissimo che a distanza di meno di una settimana dall’entrata in vigore del nuovo orario i cittadini e i turisti non sono ancora in grado di conoscere il timing effettivo dei treni. Abbiamo condiviso con l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini l’urgenza di un incontro tecnico tra enti locali, Regione Emilia-Romagna, Trenitalia e Amr al fine di analizzare tutte le problematiche evidenziate».

Il clima è teso: «Al di là di qualsiasi valutazione in merito all’orario, che confidiamo venga corretto al più presto nel rispetto dell’accordo definito – concludono de Pascale e Pasi – l’atteggiamento di Trenitalia nel non aver pubblicato ancora i dati e nel rifiutarsi di trasmetterli agli enti locali a seguito delle numerose richieste è ingiustificabile, poco trasparente e irrispettoso della vita delle persone e delle istituzioni locali».

Intanto a Classe il Comitato pensa a una raccolta firme per scongiurare il taglio dei treni che fermano nella frazione, che – a quanto riporta il sito di Trenitalia – passeranno dai 13 attuali ai 4 della settimana prossima, col risultato che a pomeriggio nessun mezzo in partenza da Ravenna si fermerà nel paese. Una situazione che ha risvegliato più di un malumore proprio ora che l’offerta turistica di Classe è cresciuta grazie all’apertura del museo Classis: «Qui d’inverno ci sono anche pochi autobus, dopo le 11 non c’è più niente – spiega Antonio Puglisi, presidente del Comitato –. Questa novità dei treni proprio non riesco a capirla, l’auspicio era farli aumentare, non diminuire. Ora ci siamo confrontati anche con la direzione del museo. E poi noi, come Comitato, sicuramente qualcosa faremo: pensiamo a una raccolta di firme in paese se non viene data garanzia che l’orario verrà sistemato».

GODO IN RIVOLTA - Il nuovo orario ferroviario favorisce Ravenna (da Bologna si arriverà in 69 minuti invece che in 81) ma a scapito di studenti e lavoratori di centri più piccoli come Bagnacavallo e Russi. Per non parlare poi dei paesini dove i treni non fermeranno più o quasi. È il caso di Godo, frazione di Russi, e Classe. E ora fra pendolari, studenti e lavoratori montano la protesta e l’indignazione. Il nuovo orario entrerà in vigore domenica prossima ed è stato caricato sul sito di Trenitalia la notte fra venerdì e sabato, otto giorni prima. Neanche un messaggio o una mail dell’ultimo minuto agli abbonati, che avrebbero dovuto essere informati dell’imminente prossimo cambiamento della programmazione al momento del rinnovo dell’abbonamento. 

«Solo i ragazzi di Godo che frequentano le scuole di Lugo sono una quindicina – racconta Elena Errani – e in molti abbiamo scelto Lugo proprio per la comodità degli orari del servizio ferroviario. Il treno da Godo oggi è alle 7, dalla prossima settimana sarà alle 6.38, oppure alle 7 da Russi con arrivo a Lugo alle 7.15. E le scuole che aprono alle 7.40. Sono cambiati anche del ritorno, tutti anticipati, per cui o i ragazzi escono 10,15 minuti prima da scuola o aspettano un’ora il treno successivo. E in ogni caso il rientro è a Russi, non più a Godo . Abbiamo pagato più di 300 euro di abbonamento annuale, e abbiamo appreso quasi per caso di questo cambiamenti» Ma anche per i russiani il nuovo orario ha un forte impatto. «Sono una pendolare e mio figli studia a Ravenna, 700 euro di abbonamento – afferma Angela Minghetti – e con l’anno scolastico iniziato e abbonamento pagato mi dicono che cambiano gli orari. Mio figlio frequenta uno degli istituti in zona stadio, coi nuovi orari entrerà in classe con 10 minuti di ritardo e al ritorno dovrà aspettare un’ora in più. Se lo avessi saputo gli avrei fatto l’abbonamento alla corriera. E anche la mia routine impostata su certi orari, dovrà essere riorganizzata. Alla faccia della mobilità green, molti lavoratori saranno costretti a utilizzare l’auto».

Gabriella Mangani, di Godo madre di due ragazzi che studiano a Lugo, ha creato il gruppo WhatsApp «genitori contro Trenitalia», che in poche ore fra Godo e Russi ha raccolto una sessantina di adesioni. «Abbiamo fatto l’abbonamento a fronte di un preciso servizio, che ora ci viene tolto – afferma – è facile accorciare i tempi di percorrenza cancellando le fermate. Mi ero chiesta cosa sarebbe accaduto dopo la chiusura della biglietteria della stazione di Lugo, ma non pensavo si arrivasse a cancellare alcune fermate».

Ieri mattina il sindaco di Lugo Davide Ranalli si è presentato alla stazione ferroviaria per incontrare i pendolari.«E’ inqualificabile il comportamento di Trenitalia, che introdotto questi cambiamenti all’improvviso senza darne comunicazione» – commenta il sindaco di Russi Sergio Retini, che giovedì pomeriggio a Godo incontrerà genitori e pendolari. «Non c’è stato alcun confronto coi territori, alla Provincia erano stati comunicata l’intenzione di apportare alcuni cambiamenti, ma aggiustamenti minimi non sostanziali. Chiederemo al più presto un incontro con Trenitalia».