Ravenna, 19 dicembre 2019 - Tragedia nella Bassa Romagna: strangola la moglie al culmine di una lite familiare. E' quanto è successo, verso l'1 di notte, fra mercoledì e giovedì, a Glorie di Bagnacavallo, in una casa che si trova in via Aguta 38 (foto). Si tratta di un'abitazione molto isolata nelle campagne.

La vittima

La vittima era Elisa Bravi, 31 anni, che di mestiere faceva l'impiegata alla Consar di Ravenna, città dove la donna è molto conosciuta. Mentre il marito, arrestato dai carabinieri e accusato di omicidio volontario aggravato, è Riccardo Pondi. 39 anni, un aspirante vigile del fuoco (l'uomo infatti stava frequentando il corso). Sul luogo del delitto anche il procuratore Alessandro Mancini.

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L'interrogatorio

L'uomo è stato tenuto sotto torchio pm di turno, Lucrezia Ciriello, per quattro ore nella caserma di Lugo. "Ho cercato di rianimarla - ha confessato disperato durante l'interrogatorio l'uomo -. Ho chiamato io le forze dell'ordine e i soccorsi". L'interrogatorio si è svolto alla presenza dell'avvocato difensore, Francesco Manetti.​

La tragedia

Secondo quanto emerso dalle fonti giudiziarie, l'uomo non riusciva a dormire e si è alzato più volte, suscitando le proteste della moglie. Ne è nata una lite, al culmine della quale il 39enne ha stretto le mani al collo della vittima mentre era a letto. La donna ha cercato di difendersi, ma il marito non ha lasciato la presa. Nel corso della colluttazione il marito ha anche sbattuto contro uno sgabello, riportando delle ferite alla testa: infatti è stato trovato sangue sul pavimento della camera da letto. Quando però si è reso conto di ciò che aveva fatto, Pondi ha chiamato i suoi genitori e ha subito avvertito i carabinieri e il 118. Tutti tentativi di rianimare la vittima, sia da parte del marito che dei sanitari, sono stati inutili. La Procura ha chiesto la convalida dell'arresto per Pondi e ha anche disposto l'autopsia sul corpo della vittima che verrà eseguita nei prossimi giorni.

La coppia si era trasferita a Glorie da circa un anno e dal matrimonio hanno avuto due figli piccoli. Entrambi sono stati affidati ai nonni e ai servizi sociali. Secondo quanto ricostruito, la coppia stava attraversando un periodo difficile della relazione ed era seguita da un consulente.  

Il Comune di Ravenna: "L'ennesimo femminicidio"

Dopo la sconvolgente morte di Elisa Bravi, il Comune di Ravenna ha espresso il suo cordoglio. "L’amministrazione comunale di Ravenna esprime profondo cordoglio e la propria vicinanza alle due figlie della vittima dell’ennesimo femminicidio - scrive in una nota il Comune -. Un momento così drammatico deve una volta di più far capire quanto sia importante mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza contro le donne, rilanciando l’appello a tutte coloro che ne sono vittime a rivolgersi ai centri antiviolenza (1522 il numero unico nazionale che si può contattare ventiquattr’ore su ventiquattro). Proprio per dare parità di servizi a tutte le donne vittime di violenza della provincia di Ravenna, a discapito del comune di residenza, è in essere un protocollo d’intesa, grazie al quale ogni donna possa sentirsi accolta e protetta in ogni centro antiviolenza, tra il Comune di Ravenna, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, i Comuni di Cervia e Russi, l’Ausl della Romagna e le associazioni Linea Rosa (per Ravenna, Cervia e Russi), Demetra (per la Bassa Romagna) e Sos donna (per l’Unione Faentina) insieme all’associazione Donne in aiuto".

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