L’imputato Madalin Palade Constantin
L’imputato Madalin Palade Constantin

Ravenna, 2 dicembre 2019 – Ventitré anni. Questa la pena che oggi pomeriggio, dopo cinque ore di camera di consiglio, la Corte d’assise di Ravenna ha inflitto al 20enne rumeno Madalin Palade Constantin per l’omicidio del 43enne pizzaiolo Rocco Desiante, trovato morto in un appartamento di Castiglione di Cervia, che aveva in uso, la notte del 7 ottobre 2017, mentre il delitto risaliva alla notte tra i 3 e il 4. La Procura aveva chiesto l’ergastolo. La difesa – avvocati Carlo Benini e Silvia Brandolini –, l’assoluzione.

La corte, presieduta dal giudice Cecilia Calandra (a latere Antonella Guidomei più sei giudici popolari) ha inoltre stabilito una provvisionale di 15mila euro ciascuno per i quattro fratelli e di 50mila euro per la madre della vittima, tutelati come parte civile dall’avvocato Francesco Furnari. Per la prima volta Palade ha chiesto di parlare, spiegando che «mi ero avvalso della facoltà di non rispondere non perché non avessi nulla da dire, ma perché non so bene l’italiano. Oggi sono qui a dire che non ho ucciso Rocco e non avrei avuto motivo per farlo perché eravamo amici».

Desiante fu trovato in un lago di sangue, ucciso con un corpo contundente mai ritrovato, mentre l’autopsia smentì l’ipotesi iniziale dell’utilizzo di un’arma da fuoco. L’accusa aveva chiesto l’aggravante da ergastolo della crudeltà, che però i giudici non hanno ravvisato. Per i Pm Alessandro Mancini e Antonio Vincenzo Bartolozzi il movente dell’omicidio andava individuato nel contesto di debiti di droga.

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