Faenza (Ravenna), 3 marzo 2021 - Svolta nelle indagini dell'omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne uccisa il 6 febbraio scorso nel suo appartamento di via Corbara, a Faenza: la polizia ha arrestato nella notte l'ex marito Claudio Nanni come mandante del delitto e il complice, Pierluigi Barbieri, suo conoscente nato a Cervia ma residente a Reggio Emilia, quale esecutore. Questi i ruoli svolti da Claudio Nanni e dal compare per l'omicidio di Ilenia Fabbri. La Polizia ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due soggetti, indagati in concorso per omicidio pluriaggravato.

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Le indagini Omicidio di Faenza: il giallo delle chiavi che non si trovano - Dalle scarpe rosse alla causa congelata

Il complice: chi è Pierluigi Barbieri

Pierluigi Barbieri, 52 anni, alias 'lo zingaro' originario di Cervia ma residente nel Reggiano, era già stato condannato il 20 gennaio scorso a 5 anni e 4 mesi, con rito abbreviato, per un raid punitivo avvenuto il 17 febbraio 2020 a Predappio (Forlì), nel quale era stato pestato un disabile, secondo l'accusa per un vecchio debito insoluto. Con lui erano state condannate altre tre persone. Barbieri ora è stato portato in carcere a Rimini in attesa dell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale di Ravenna. Lui e l'ex marito della vittima - il meccanico 53enne faentino Claudio Nanni - si conoscevano da tempo condividendo la passione per le moto. Barbieri era uscito dal carcere il 10 agosto scorso dopo l'arresto di aprile. Dopo il suo ritorno in libertà, Barbieri aveva di nuovo preso contatti con Nanni: un paio di volte una telecamera del distributore vicino all'officina di quest'ultimo, li aveva immortalati assieme a gennaio. Inoltre alle 5.15 del giorno del
delitto, l'auto di Barbieri è stata ripresa nella zona dell'omicidio (VIDEO).

Le motivazioni del Gip: "Nanni ha risolto il problema di soldi con la morte di Ilenia"

Claudio Nanni "aveva picchiato la moglie, l'aveva più volte minacciata e, al fondo di tutto questo, c'era sempre il denaro, ovvero un problema che sarebbe stato risolto con la morte di Ilenia". Così il Gip di Ravenna Corrado Schiaretti, motiva l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'ex marito della donna uccisa a Faenza. Negli anni che hanno preceduto l'omicidio, prosegue il giudice, Ilenia ha ricevuto numerose minacce dal marito, "che ha manifestato i suoi intendimenti letali anche a terzi 'estranei' e non in modo generico, ma assolutamente specifico, avendo rappresentato la volontà di uccidere Ilenia non di persona, ma mandandole qualcuno, un sicario che le togliesse la vita, come poi effettivamente è accaduto".
Il sicario è stato individuato dalle indagini in Pierluigi Barbieri, descritto come personaggio "accreditato nell'ambiente malavitoso come soggetto disponibile a partecipare a spedizioni punitive, in spregio a qualunque rischio, con la capacità di porre in essere qualsiasi condotta violenta per conseguire un compenso. In sostanza è noto per essere un picchiatore su commissione".

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L'unica persona che poteva avere un vantaggio, "centinaia di migliaia di euro di vantaggio" dalla morte di Ilenia Fabbri era l'ex marito Claudio Nanni. È la conclusione del Gip di Ravenna nell'ordinanza con cui identifica nell'uomo "che tante volte aveva manifestato il proprio odio profondo nei confronti della moglie, colpevole di avergli chiesto ciò che le spettava" il mandante dell'omicidio, commesso per motivi economici. Nanni, per il Gip, "non rappresenta il mandante classico 'puro', ovvero colui che incarica e paga un autonomo killer per sopprimere la vittima, ma un mandante-basista-cooperatore materiale". Mandante, perché "è colui che assolda Pierluigi Barbieri per eliminare la moglie; è anche è il basista perché probabilmente conduce il complice in un sopralluogo e certamente gli fornisce l'indicazione della casa e la descrizione degli ambienti". Ma è anche "cooperatore materiale, perché è colui che si dota di un duplicato delle chiavi dell'abitazione della moglie e lo consegna al materiale assassino, consentendogli un più agevole lavoro".

La ricostruzione del delitto

La mattina del 6 febbraio, Arianna Nanni e il padre Claudio, si erano dati appuntamento intorno alle ore 6 presso l’abitazione della vittima, per andare in provincia di Lecco, dove avrebbero dovuto ritirare un’autovettura. Durante il tragitto, lungo l’A14, all’altezza dello svincolo per Ravenna, Arianna Nanni ha ricevuto una telefonata da una sua amica, che aveva trascorso la notte presso la sua abitazione, che la informava di avere sentito poco prima la madre urlare e di aver visto, spiando dalla porta della sua camera, una persona, molto alta e di grossa corporatura, che la stava inseguendo. Claudio Nanni e la figlia Arianna, quindi, giunti allo svincolo di Imola invertivano la marcia e ritornavano presso l’abitazione della vittima dove nel frattempo era stato rinvenuto il cadavere di Ilenia.

Le minacce

Le immediate escussioni testimoniali delle persone vicine alla vittima e all’ex marito, hanno sin da subito evidenziato il livore che l’uomo provava nei confronti dell’ex moglie per questioni economiche connesse alla loro separazione; astio dimostrato in più circostanze, esternando minacce di violenze fisiche nei confronti della donna, finanche ventilando di incaricare qualcuno per l’esecuzione delle stesse.

L'alibi

Gli approfondimenti effettuati dagli investigatori della Squadra Mobile sulla figura dell’ex marito, sospettato di aver incaricato qualcuno per porre fine alla vita della donna e di essersi, quindi, precostituito un alibi certosino per quella mattina, hanno messo in risalto la figura di Pierluigi Barbieri,  53 anni, pluripregiudicato residente in provincia di Reggio Emilia, dalle fattezze fisiche compatibili a quelle segnalate dalla testimone, con il quale Nanni aveva avuto dei contatti nei giorni precedenti l’omicidio.

I contatti con Barbieri 

Il 19 gennaio, infatti, il telefono di Claudio Nanni era stato localizzato a Rubiera (Reggio Emilia), nei pressi dell’abitazione di Barbieri, e il 20 e 29 gennaio 2021, l’autovettura di quest’ultimo, di colore grigio metallizzato, veniva immortalata a Faenza dal sistema di letture targhe comunale. In tale ultima data, la visione delle immagini dell’impianto di videosorveglianza del distributore dove è collocata l’officina del Nanni palesava un incontro tra i due. Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di riscontrare come la citata autovettura fosse presente a Faenza la mattina dell’omicidio, in orari compatibili con l’evento criminoso, poiché catturata dai lettori targhe comunali. Inoltre, dalla visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza privati, posti nelle immediate vicinanze del luogo ove si era consumato il delitto, si notava un’autovettura dalle caratteristiche totalmente compatibili con quella in uso a Barbieri, ripresa mentre si aggirava nei pressi dell’abitazione della vittima e che il medesimo veicolo si era intrattenuto all’interno dell’area di interesse investigativo per un lasso temporale compatibile con l’azione omicidiaria, per poi allontanarsi da Faenza.

Tabulati telefonici

L’analisi del traffico telefonico ha poi ulteriormente corroborato il quadro indiziario a carico di Barbieri, poiché quella mattina la sua utenza telefonica, in movimento verso Faenza nella notte, all’altezza di Bologna, era stata poi spenta e riaccesa, solo una volta dopo essere ritornato in provincia di Reggio Emilia. L’insieme degli elementi raccolti ha permesso alla Procura della Repubblica di Ravenna di richiedere l’adozione di un provvedimento cautelare nei confronti degli indagati.

Il movente del delitto e l'arresto dei due uomini / VIDEO

Il movente del delitto sarebbe da ricondurre al profondo astio che l'uomo provava nei confronti della ex moglie a causa delle sue pretese economiche.

Le ordinanze di custodia cautelare, a firma del gip Corrado Schiaretti, sono state notificate tra le 3 e le 4 di notte a Faenza, dove abita l'ex marito Claudio Nanni, meccanico 53enne e a Rubiera di Reggio Emilia, dove abita Pierluigi Barbieri. Quest'ultimo, di corporatura robusta, corrisponde peraltro alle descrizioni sia fornite dall'unica testimone oculare del delitto, un'amica della figlia della vittima, che dedotte da un video immortalato da una telecamera privata di un'abitazione della zona dell'omicidio. Al nome del presunto esecutore materiale gli inquirenti sono giunti nell'ultima parte dell'inchiesta.

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Piazza del Popolo si tinge di rosso

A Faenza Piazza del Popolo si tinge di rosso in memoria di Ilenia. Da questa sera e fino all'8 marzo, Giornata internazionale della Donna, il centro della piazza sarà illuminato, tra le 18 e le 23, da un fascio di luce di colore rosso, simbolo della lotta contro la violenza di genere. L'iniziativa è voluta dall'assessora alle Pari opportunità, Milena Barzaglia, e dall'associazione 'SOS Donna'. "Ci troviamo di fronte all'ennesimo femminicidio - afferma Barzaglia - e sia come donna che in qualità di amministratore pubblico, provo grande dolore e un forte senso di impotenza. L'omicidio di Ilenia ha sconvolto la nostra comunità e ci impone ancora una volta di non dimenticare di impegnarsi, come persone e come istituzioni, a combattere, giorno per giorno, la violenza sulle donne attraverso azioni culturali ma anche attraverso una protezione attiva. Invito le donne che ogni giorno subiscono violenze, fisiche o psicologiche, a rivolgersi senza alcun timore al nostro sportello donna. Il fascio di luce rossa nella nostra piazza principale vuol essere un segnale in ricordo di Ilenia e di tutte le vittime di femminicidio".

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