Faenza, 26 marzo 2021 - I tetti del centro si intravedono volgendo lo sguardo a nord ovest, semi nascosti dalla vegetazione alta nel fiume. Le voci della città si sentono tutte: dai treni che a cadenza regolare passano a qualche metro sopra la testa, al rumore in lontananza del traffico fino alle voci di qualche camminatore in cerca di un angolo verde.

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È qui, a poca distanza dal centro e a un sospiro dalla casa di Ilenia Fabbri, che il 53enne Pierluigi Barbieri, che ha confessato l’omicidio della donna, ha portato polizia e procura nei giorni scorsi: e ha mostrato loro la buca che, secondo quanto ha detto, l’ex marito della vittima Claudio Nanni avrebbe scavato a ottobre con l’intento di seppellire il corpo della 46enne, secondo un piano che poi in realtà è stato modificato.

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E la buca, in effetti, c’è davvero: profonda circa un metro e mezzo, con la forma di un parallelepipedo, si trova ai piedi di uno dei pilastri del ponte ferroviario che passa sopra al Lamone e che va dalla zona del Borgotto a quella di via Lesi.

Un punto molto vicino alla casa di Ilenia: sono appena 500 metri in linea d’aria, 800 a piedi, quasi come se l’idea fosse quella di trovare un punto agevole in cui seppellirla nascosta in piena vista, a due passi dagli amanti del jogging.
E chissà: forse la stessa 46enne, che era un’amante dello sport, passava di qui durante le sue corse e le camminate mattutibe.

Per tanti mesi la buca è passata probabilmente inosservata ai passeggiatori che vengono sul fiume per trovare un po’ di verde: il terreno è smottato, pieno di rovi e canne e qua e là si trovano anche bottiglie di birra e diverse confezioni di plastica abbandonate, ma nonostante il tenpo passato è tuttora ben visibile.

Proprio sopra alla buca, quasi come se sbucasse fuori dall’interno, c’è un gatto giallo con un completo e un cappello viola che tiene tra le dita una sigaretta stupefacente e un sacchetto da cui escono delle banconote, un’immagine che inconsapevolmente fa il paio col presunto movente dell’omicidio: le cause per il risarcimento di denaro di Ilenia nei confronti dell’ex marito. La buca è lunga poco più di un metro e stretta, ma grande abbastanza per ospitare una valigia.

E del resto proprio in un trolley, secondo quanto dichiarato da Pierluigi Barbieri, inizialmente lui e Nanni avrebbero pianificato di mettere Ilenia, cospargendola di acido per renderla irriconoscibile.

Oggi questo luogo anonimo, preda del degrado tipico degli angoli nascosti ma eppure a poche centinaia di metri da case e quartieri abitatissimi, assume un nuovo significato: quello di un luogo del non crimine dove il crimine è stato pensato con tanta tenacia, secondo quanto riferito da Barbieri, che la buca esiste davvero.