Faenza, 28 febbraio 2021 - "Conosci qualcuno che possa fare del male a mia moglie?". Una richiesta esplicita a cui l’interlocutrice aveva, a suo dire, ribattuto con una espressione di piccata meraviglia. Non sappiamo se quella frase, qualora effettivamente pronunciata, fosse stata partorita dal livore di un momento o piuttosto se fosse sgorgata da una rabbia di lungo corso: per certo compare ora a verbale nell’ormai imponente faldone d’indagine sulla morte di Ilenia Fabbri, la 46enne sgozzata il 6 febbraio nel suo appartamento di via Corbara a Faenza.

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Per il delitto, l’ex marito 53enne Claudio Nanni, è indagato a piede libero per l’ipotesi di reato di omicidio pluriaggravato in concorso con persona ignota. Secondo la pista più battuta, l’uomo potrebbe cioè avere ingaggiato un sicario per eliminare la ex consorte da cui si era separato nel 2018 in un contesto di tensioni sfociato in contenziosi civilistici sulla divisione del patrimonio coniugale: lei prima aveva ottenuto l’assegnazione della dimora matrimoniale di via Corbara pagata a suo tempo circa 300mila euro; poi aveva promosso una causa di lavoro contro di lui chiedendogli 500mila euro per le sue collaborazioni nell’officina di famiglia e per la cessione di una gelateria per manifestare infine l’intenzione di non accettarne meno di 100 mila. Ed è su questo solco che, in chiave accusatoria, si inserisce la testimonianza rilasciata alla polizia da una donna.

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Quest’ultima , al tempo vicino al Nanni, ha collocato il suo ricordo nel 2019 quando, durante un incontro con il 53enne, lei avrebbe raccolto dall’uomo uno sfogo circa il suo braccio di ferro con la ex moglie: "Mi vuole rovinare – il tenore della parole che lui avrebbe usato poco dopo una discussione con la ex – mi chiede un sacco di soldi". Ed ecco arrivare – secondo la testimone – quella richiesta su eventuali conoscenze che potessero ‘risolvere’ il problema: "Conosci qualcuno che possa fare del male a mia moglie?". Qualcosa a cui lei avrebbe riposto in maniera stizzita con una formula di questo tenore: "Ma stai scherzando? Tu sei fuori".

La vittima, Ilenia Fabbri

Non è la sola testimonianza diretta di questo tipo: poco dopo il delitto di Ilenia, un’altra donna, pure lei all’epoca vicina al Nanni ma non legata a quella di cui vi abbiamo fin qui dato conto, si era presentata in Commissariato per riferire che in almeno un paio di circostanze, uscendo da incontri con l’avvocato civilista, l’uomo si sarebbe lasciato andare a sfoghi contro la ex moglie: se continua così, prima o poi le mando qualcuno “a farle la festa”.

Non solo: a questo punto dell’indagine della polizia coordinata dal pm Angela Scorza, figurano diverse testimonianze che, pur con differenti sfumature, hanno restituito un quadro nel quale il 53enne, almeno dal 2018, direttamente o indirettamente avrebbe minacciato la ex di morte. Tanto che secondo una persona che ha già parlato con gli investigatori, poco prima dell’ultimo Natale Ilenia le aveva confidato di avere paura perché si sentiva minacciata: e di volere per questo fare testamento a favore della figlia Arianna. Di fatto, del testamento al momento non c’è traccia. Delle due, l’una: o non è stato ancora ritrovato o non è mai stato scritto.