Ravenna, 19 luglio 2019 - All’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura di Ravenna e svolte dalla Polizia di Stato, nella mattinata di oggi sono stati notificati i provvedimenti di “avviso della conclusione delle indagini” nei confronti di tre uomini ritenuti indiziati del sequestro di persona e dell’omicidio dell'alfonsinese Pier Paolo Minguzzi (carabiniere 21enne di leva a Mesola, nel Ferrarese), avvenuto nella notte tra il 20 e 21 aprile 1987 ad Alfonsine. Si tratta di Orazio Tasca, 54enne di origine siciliana ma da tempo residente a Pavia (avvocato Luca Orsini); Angelo Del Dotto, 55enne di Ascoli e come il primo all’epoca dei fatti carabiniere ad Alfonsine (avvocato Armando Giuliani). E infine l’idraulico 62enne alfonsinese Alfredo Tarroni (avvocato Massimo Martini)

La vittima, dopo avere accompagnato a casa la fidanzata, quella notte scomparve senza lasciare traccia; la sua autovettura venne ritrovata l’indomani mattina in una via del centro di quel centro, regolarmente parcheggiata. Nei giorni successivi la scomparsa del ragazzo, la sua famiglia ricevette la richiesta di pagamento di una riscatto per 300 milioni di lire; purtroppo, il 1° maggio 1987 il corpo senza vita del giovane venne rinvenuto nel Po di Volano, in provincia di Ferrara, legato a un'inferriata.

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Le indagini, effettuate dalla Squadra Mobile di Ravenna con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo di Roma, sono state riaperte sul finire del 2017, con provvedimento del Procuratore della Repubblica, su richiesta della famiglia della vittima e sono consistite principalmente in una minuziosa analisi di quanto già in atti e all’escussione di varie persone infornate sui fatti, anche in relazione a un analogo grave accadimento, avvenuto circa tre mesi dopo nella medesima cittadina, che vide coinvolti i tre indagati in un estorsione ai danni di un altro noto imprenditore di Alfonsine e che ebbe come epilogo la morte di un giovane carabiniere del luogo, fatto per il quale vennero condannati a gravi pene detentive.

L’attività svolta ha evidenziato significativi elementi comuni tra i due gravi fatti e la sussistenza di un importante quadro indiziario nei confronti dei tre indagati, motivi che hanno determinato l’Autorità giudiziaria inquirente a procedere nei loro confronti. Il corpo di Minguzzi è stato riesumato proprio un anno fa.