Omicidio stradale di Piangipane. Operaio fu falciato da un’auto. L’investitore patteggia 6 mesi

I familiari della vittima, il 57enne Sergio Bagnari, non ancora risarciti; la perizia cinematica ha stabilito che la condotta di guida, pure dentro ai limiti di velocità, non era adeguata .

Omicidio stradale di Piangipane. Operaio fu falciato da un’auto. L’investitore patteggia 6 mesi

Omicidio stradale di Piangipane. Operaio fu falciato da un’auto. L’investitore patteggia 6 mesi

Un ravennate di 46 anni ha patteggiato una pena di sei mesi di reclusione per omicidio stradale in seguito all’incidente avvenuto il 16 marzo 2023 sulla via di Piangipane. Vittima ne fu il 57enne operaio Sergio Bagnari, residente in zona, che stava coordinando le operazioni di potatura degli alberi in un cantiere stradale. L’incidente si verificò nel tratto tra l’ex seminario e il centro di formazione dell’Opera Diocesana Giovanni XXIII. L’investitore, al volante di una Mitsubishi, investì in pieno Bagnari, in quella che fu al tempo stesso una tragedia della strada e sul lavoro. L’impatto fu violento, con il parabrezza dell’auto che andò in frantumi e l’operaio fu sbalzato a diversi metri di distanza.

La polizia locale, intervenuta sul posto, accertò che l’automobilista presentava un tasso alcolemico di 0.8 mg/l, il che lo poneva al confine tra la sanzione amministrativa e la guida in stato di ebbrezza. Secondo le dichiarazioni del conducente, non si sarebbe accorto della presenza dell’operaio e avrebbe frenato bruscamente solo dopo l’impatto.

Una perizia tecnica, condotta nell’ambito del processo, ha escluso che il conducente stesse violando i limiti di velocità, in quel tratto ai 70 km/h. Tuttavia, il perito ha evidenziato che l’automobilista avrebbe dovuto mantenere una velocità adeguata alle condizioni della strada. La perizia ha inoltre rilevato che non era stata predisposta un’adeguata cartellonistica per segnalare il cantiere.

Ieri, davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare (Gup) Janos Barlotti, l’imputato, difeso dall’avvocato Nicola Casadio, ha patteggiato una pena di sei mesi di reclusione, sospesa, e otto mesi di sospensione della patente.

Non era invece contestata la guida in stato di ebbrezza, poiché il tasso alcolemico rilevato si trovava al limite della soglia penalmente rilevante. All’epoca dei fatti l’uomo fu arrestato e trascorse un periodo ai domiciliari. I familiari della vittima non si sarebbero costituiti parte civile nel processo, tuttavia attendono ancora i risarcimenti da parte dell’assicurazione.

Lorenzo Priviato