Operato a 98 anni, torna a camminare

Intervento al Rizzoli di Bologna con una tecnica innovativa per il faentino Aldo Perotto: "Dopo cinque anni di dolore non vivevo più"

Operato a 98 anni, torna a camminare

Operato a 98 anni, torna a camminare

Cinque anni di sofferenza e di quasi immobilità, poi l’operazione all’anca, effettuata al Rizzoli, che lo ha rimesso in piedi.

Sembra una notizia di buona sanità ma come, per fortuna, ne avvengono tante. La differenza, in questo caso, è che Aldo Perotto ha 98 anni, ma lo spirito giusto per affrontare l’intervento pur avendo alle spalle quasi un secolo di vita.

"Ho 98 anni – esordisce Aldo Perotto, che è stato operato a Bologna ma vive a Faenza – e da cinque anni avevo dolori fortissimi all’anca: riuscivo a stare solo seduto, ma quando mi alzavo era un disastro e camminare era impossibile. Vai pure avanti un giorno, poi l’altro, intanto passano i mesi e il dolore non ti fa più vivere. Allora mi sono detto: bisogna fare qualcosa, o andare al Creatore o vedere se si può stare meglio. Un mese fa ho fatto l’intervento qui al Rizzoli. Questo è il risultato". Aldo si alza e cammina, sorridendo all’infermiera e al chirurgo che gli ha restituito la possibilità di camminare. È un bel traguardo che ha migliorato molto la qualità della sua vita.

"Un paziente fragile, ma ancora desideroso di camminare, rimasto in sedia a rotelle a causa di un’artrosi destruente all’anca. Dopo cinque anni di dolore e immobilità, la decisione di ricorrere alla chirurgia – spiega il professor Cesare Faldini, alla guida dell’équipe della Clinica 1 del Rizzoli che ha eseguito l’intervento –. Abbiamo utilizzato la tecnica cosiddetta a ’bikini’, che consente di separare i muscoli come se si aprisse un sipario, e senza tagliare nulla, si può raggiungere la capsula articolare, rimuovere la testa artrosica e applicare l’impianto protesico. I muscoli sono i motori dell’anca, certamente fondamentali per chi pratica sport e vuole tornare a correre dopo l’intervento, ma anche un bene preziosissimo nell’anziano, ancor più nell’anziano quasi centenario come Aldo".

Faldini sottolinea che "un paziente di questa età deve essere trattato senza alterare il suo equilibrio: siamo riusciti a metterlo in piedi il pomeriggio dell’intervento grazie alla squadra dei riabilitatori diretta dalla

professoressa Berti. Ospitare un paziente tanto delicato è complesso dal punto di vista assistenziale e richiede un percorso personalizzato, che è stato realizzato grazie alla dottoressa Rossana Genco e al personale infermieristico e ausiliare di reparto – fa notare –. Sono felice di constatare che la nostra tecnica premiata in febbraio all’American Academy of Orthopaedic Surgeons (riconoscimento che credo abbia contribuito alla collocazione del Rizzoli ottavo al mondo nella classifica di Newsweek in quanto ritenuta dagli stessi americani altamente innovativa) abbia consentito a un anzianissimo paziente, molto in forma, di tornare a camminare

autonomamente in meno di quattro settimane".

Monica Raschi