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26 giu 2022
26 giu 2022

"Ora l’argilla dobbiamo prenderla in Turchia"

Eugenio Emiliani, amministratore delegato di Gigacer, spiega come l’azienda ha dovuto affrontare le conseguenze della guerra in Ucraina

26 giu 2022

La Gigacer vuole crescere ancora. Parola dell’amministratore delegato Eugenio Emiliani e della manager Barbara Savorani. La grande azienda ceramica ha inaugurato nei giorni scorsi un nuovo showroom a pochi metri dallo stabilimento produttivo. E ora guarda al futuro con ottimismo, nonostante le difficoltà globali e diffuse che di recente hanno investito il settore industriale. "Siamo in un anno di vendite, di produzione e di fatturato molto alto – spiega Emiliani –. Il volume d’affari è cresciuto. Altrettanto i costi. Il bilanciamento definitivo lo vedremo a dicembre". A influire nel conteggio gli aumenti di trasporti, materie prime e soprattutto quelli dell’energia: gas e petrolio in primis. "Gli aumenti sono generalizzati – prosegue l’amministratore delegato –, dal trasporto al gasolio. Anche il legno dei pallet è raddoppiato. Molte aziende cercano di recuperare i costi aumentando i prezzi sul mercato. I nostri clienti li hanno accettati perchè facciamo produzione top di gamma e abbiamo più capacità di manovra. L’aumento del gas tocca tutti ma non nella stessa misura".

Il conflitto in Ucraina ovviamente non ha giovato per quanto concerne le materie prime. Da quel paese, con particolare riferimento al Donbass, proveniva il 25% dell’argilla utilizzata dalle imprese del comparto. "Oggi le argille ucraine sono state sostituite con quelle turche, che sono similari ma con quattro toni di bianco in meno – evidenzia Emiliani –. Il nostro laboratorio quindi ha lavorato tantissimo per arrivare alla giusta gradazione. Ogni azienda ceramica oggi sta cercando anche mercati alternativi alla Turchia. Ci sono materie prime in India, Venezuela, Cina, Germania. Ma chiaramente i costi di trasporto sono considerevoli. E poi bisogna ricordare che anche in quei paesi gli scavi non raddoppiano dall’oggi al domani. C’è gente in Italia che ha spento dei forni perchè non ha abbastanza argille. Noi per fortuna abbiamo fornitori storici che riescono a fare fronte alle nostre richieste".

Da qui la volontà di aumentare i volumi produttivi nei prossimi anni: "È obbligatorio perchè il mercato c’è – evidenzia Emiliani – e perchè con la crescita dei costi bisogna avere un volume minimo più alto, altrimenti si va a minare la redditività". Obiettivo della Gigacer è investire e continuare a sviluppare la gamma di design tecnico: "Sono prodotti dagli spessori sottili – puntualizza Barbara Savorani –, pesano meno, occupano meno spazio e hanno la stessa resistenza di quelle più grosse".

d.v.

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