LORENZO PRIVIATO
Cronaca

Paolo Samorì morto travolto in bici a Ravenna: tornava con gli amici dal concerto

Tragedia in via Trieste, il gruppo faceva rientro a Marina in piena notte, dopo aver dovuto allungare il tragitto

I rilievi all’alba dell’incidente di via Trieste; a destra Paolo Samorì nella foto tratta dal profilo Facebook

I rilievi all’alba dell’incidente di via Trieste; a destra Paolo Samorì nella foto tratta dal profilo Facebook

Ravenna, 3 luglio 2023 – La serata con gli amici, dopo il concerto, è finita in tragedia. In tre rincasavano in bici, lungo la buia e pericolosa via Trieste, quando il gruppo è stato urtato da un furgone che viaggiava nella medesima direzione. Tutti sono carambolati sull’asfalto, ma uno di loro ha perso conoscenza ed è deceduto durante il trasporto in ospedale. Un mix tra cattiva sorte e, forse, eccesso di confidenza con una strada che non perdona. Paolo Samorì, 39enne forlivese di Branzolino, da un paio d’anni aveva preso casa a Marina di Ravenna, dove si appoggiava soprattutto per l’estate.

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Pedalava sulla statale in piena notte, con lui c’erano Paolo e Mattia, gli amici di Cesena che lo avevano raggiunto in occasione del ’Rockanastro’, evento musicale che era in programma al bagno Aloha Beach di Marina Romea e attendevano da tempo. Per raggiungere lo stabilimento, da Marina avevano preso il traghetto. Niente auto, ma tre biciclette. Paolo, ex ciclista, la usava sempre per i piccoli spostamenti lungo la costa.

Ma quando il concerto è terminato era già notte inoltrata e al rientro hanno trovato il traghetto fuori servizio. A quel punto hanno fatto ciò che, col senno di poi, avrebbero dovuto assolutamente evitare: in sella a tre biciclette, secondo gli accertamenti della polizia locale sprovviste di fanali funzionanti, hanno cercato di rincasare allungando il tragitto, risalendo in direzione di Ravenna, alla ricerca del primo ponte utile per potere superare il canale Candiano. Così hanno prima percorso la via Baiona, altra strada insidiosa che lambisce l’area portuale, per poi imboccare via Trieste, per tornare verso il mare. Si erano fatte le quattro ed era buio. Senza fanali né – hanno accertato gli agenti della Polizia locale – altri dispositivi di segnalazione. Via Trieste è una strada non illuminata e piena di insidie. Capendo, a un certo punto, il pericolo, pedalavano in fila indiana nel tratto di asfalto più a ridosso del new jersey. Eppure non è bastato. Un furgone Van della Opel ha urtato in sequenza le tre bici.

Per Paolo che, a detta degli amici – portati in ospedale, ma non gravi – aveva subito l’impatto in modo all’apparenza meno diretto, non c’è stato niente da fare. Il conducente del veicolo, un 57enne di Comacchio, è risultato negativo ai test su alcol e droghe. Già alcuni anni fa Paolo Samorì era rimasto vittima di un brutto incidente sempre in bici, che gli aveva restituito un po’ di problemi a un occhio. Lavorava alla Bonfiglioli Riduttori di Forlì nell’ufficio ricevimento e materiale. Luca, collega e amico, lo ricorda con parole d’affetto: "Una persona buona, pacifica e altruista. Sempre col sorriso in faccia. Trovare un giorno in cui fosse triste era praticamente impossibile".

Lorenzo Priviato