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12 apr 2022

"Pasqua, tanti hotel rimarranno chiusi"

Gianni Casadei (Federalberghi Ascom Cervia) fa il punto in vista delle festività: "Pesa l’incertezza della guerra e il costo delle materie prime"

Il fine settimana di Pasqua, con il quale si apre la stagione turistica, è arrivato. Da sabato a lunedì si attendono migliaia di persone in città. Come sempre, si spera in un clima gradevole, ma anche quest’anno si dovranno fare i conti con le situazioni politiche, sanitarie ed economiche che creano una congiuntura particolarmente complessa per fare previsioni.

Gianni Casadei, presidente di Federalberghi Ascom Cervia, è terminata la situazione di emergenza sanitaria. Cosa significa per gli hotel?

"La riviera si sta preparando al meglio a ricevere i turisti che per Pasqua sceglieranno le nostre destinazioni. Le richieste sono sostenute e il tasso di occupazione delle stanze è piuttosto alto, anche se al momento le strutture che hanno deciso l’apertura straordinaria pasquale sono molte meno rispetto allo stesso periodo del 2019".

Eppure, dopo due anni di pandemia, andiamo incontro a una stagione ‘normale’...

"Esatto. Anche per questo il dato sulle riaperture ci rattrista molto. Dopo due anni vissuti nell’incertezza, la Pasqua 2022 rappresentava l’avvio di una stagione ’normale’, che tutti gli operatori del settore auspicavano da molto tempo. Purtroppo, le terribili notizie che giungono dall’estero e tutte le implicazioni che esse portano con sé hanno per l’ennesima volta creato un clima di incertezza. Gli imprenditori, stremati da anni di sacrifici e pensieri, con la fine della moratoria sui mutui e con la liquidità in pericolo, non possono permettersi passi falsi".

Pandemia, guerra, aumento dei costi. Quanto incidono in vista della stagione turistica?

"I prezzi di tutte le materie sono schizzati alle stelle: dal costo dell’olio di girasoli, ormai introvabile, fino a quello per la biancheria. Non esiste articolo o materia prima che non abbia subito un rincaro importante. Ovviamente, questo peso è sentito contemporaneamente anche dalle famiglie, che hanno meno capacità di spesa, e dalle imprese turistiche che non possono assorbire interamente i rincari senza ritoccare i listini. Se a questo aggiungiamo il costo per l’energia, che rispetto allo scorso settembre è dato al 131% in più, e la cronica difficoltà a reperire personale stagionale, abbiamo la percezione del perché molti non se la siano sentita di rischiare un’apertura. Per tutti questi fattori, sarà comunque un’altra estate in salita".

Anche nel 2022 ‘beneficeremo’ dei turisti che non andranno all’estero?

"Siamo fiduciosi che una vasta parte di clientela ’domestica’ premierà la nostra località. Disponiamo di ampi spazi verdi e di grande cura per l’ambiente, oltre a strutture e servizi di primissima qualità. Confidiamo che l’ulteriore allentamento delle misure anticovid convinca qualche turista estero in più a farci visita, anche se, a dire la verità, i nostri competitor stranieri si sono mossi come sempre nei modi e nei tempi giusti".

In che situazione si trova quindi il comparto turistico?

"Che ‘il turismo è un asset strategico fondamentale per il nostro Paese’ è un enunciato che abbonda sulla bocca di tutti i politici nazionali, ma, nella pratica, mancano quelle azioni che andrebbero intraprese per difenderlo, consolidarlo e incrementarlo. Speriamo che la Pasqua porti con sé un clima mite, tanti turisti e notizie di pace".

Ilaria Bedeschi

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