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25 apr 2022

Pescatore perde la vita nel canale di bonifica

Raffaele Montanari, 48 anni, viveva ad Alfonsine. La causa potrebbe essere stata un malore o un drammatico incidente

25 apr 2022
I carabinieri nel luogo dove è stato ritrovato il cadavere dell’uomo
I carabinieri nel luogo dove è stato ritrovato il cadavere dell’uomo
I carabinieri nel luogo dove è stato ritrovato il cadavere dell’uomo
I carabinieri nel luogo dove è stato ritrovato il cadavere dell’uomo
I carabinieri nel luogo dove è stato ritrovato il cadavere dell’uomo
I carabinieri nel luogo dove è stato ritrovato il cadavere dell’uomo

Si chiamava Raffaele Montanari, aveva 48 anni e risiedeva ad Alfonsine in via Fratelli Rosselli, l’uomo che poco prima dell’alba di ieri è stato rinvenuto privo di vita nelle acque del canale di bonifica ‘Destra Reno’, in un punto situato qualche chilometro a nord-nordest della stessa Alfonsine.

Corso d’acqua presso il quale l’uomo si era recato a pesca nella giornata di sabato. Non vedendolo tornare a casa e non ricevendo risposta al cellulare, i famigliari in tarda serata hanno lanciato l’allarme.

Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco di Ravenna, sono intervenuti i loro colleghi appartenenti al Nucleo Sommozzatori da Bologna unitamente a due unità specializzate nella ricerca di persone. Presenti anche i Carabinieri della Stazione di Alfonsine. Immediatamente sono scattate le ricerche, che si sono protratte a lungo e si sono concentrate nella zona in cui l’uomo aveva riferito ad un amico che si sarebbe recato a pescare, ossia nei pressi di quelle che gli appassionati di pesca del posto chiamano ‘Botti della Molinazza’, praticamente nel tratto in cui il Canale Destra Reno scorre sotto il fiume Senio.

Ricerche che, come si temeva con il trascorrere delle ore, hanno avuto un epilogo tragico. Intorno alle quattro di ieri mattina il 48enne (avrebbe compiuto i 49 anni prossimo 20 luglio) è stato purtroppo rinvenuto in acqua senza vita, proprio a ridosso delle botti. La salma è stata affidata all’autorità giudiziaria. Le cause della tragedia sono al vaglio del personale dell’Arma. Gli inquirenti dovranno capire se il 48enne può essere caduto in acqua (in quel punto, stando a quanto riferito da alcuni pescatori abituali, profondo dai due ai tre metri) a seguito ad esempio di un malore o possa essere scivolato per altre cause non riuscendo a tornare a riva dato il fondale molto melmoso. Eventualità, quest’ultima, ritenuta però improbabile da alcuni amici di Raffaele, i quali hanno descritto il 48enne come un esperto nuotatore.

lu.sca.

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