Pestaggi fuori dai locali: in dieci nei guai

Sono tutti giovani faentini: due sono finiti ai domiciliari e gli altri hanno obbligo di dimora con divieto di uscire la sera

Pestaggi fuori dai locali: in dieci nei guai

Pestaggi fuori dai locali: in dieci nei guai

Per scatenare la loro reazione bastava poco, anche solo una spallata fortuita in discoteca. E allora scattava la "caccia all’uomo" che culminava con un pestaggio in strada. Una "cricca di ribaldi" quella descritta nell’ordinanza di custodia cautelare dal gip Andrea Galanti, la stessa che ieri mattina ha portato alla notifica di misure cautelari per dieci dei 12 ragazzi fin qui indagati, perlopiù tra i 20 e i 23 anni e residenti a Faenza. Si tratta di quattro italiani e otto stranieri di seconda generazione originari del Nordafrica e del Sudamerica: sono accusati in concorso e a vario titolo di lesioni pluriaggravate. Sulla base delle indagini degli investigatori dell’Anticrimine del locale Commissariato, coordinati dal pm Raffaele Belvederi e coadiuvati in fase di notifica dei provvedimenti dai colleghi della squadra Mobile di Ravenna, per due degli indagati sono scattati i domiciliari con divieto di comunicare con chiunque. E per gli altri l’obbligo di dimora sul territorio comunale manfredo con il divieto di allontanarsi da casa dalle 19 alle 7. Tra gli accusati figurano anche due minorenni: ma il numero dei ragazzi destinati a finire nei guai potrebbe salire ancora, visto che alcuni testimoni hanno parlato di una ventina di elementi in azione. Al momento gli episodi sui quali la procura ha ritenuto di avere fatto luce sono due: uno del 22 ottobre scorso e l’altro del 10 dicembre. Dopo l’ultimo pestaggio, i sospettati hanno forse iniziato ad avvertire il fiato sul collo degli inquirenti: i servizi organizzati dalla polizia pure la notte di Natale, anche grazie alla collaborazione del servizio d’ordine dei locali, devono cioè avere contribuito a disinnescare la potenziale bomba sociale.

Non era affatto scontato visto che il contesto descritto dal gip era quello di "prevaricazioni non occasionali". Il primo a farne le spese era stato un 21enne di origine magrebina residente a Bagnacavallo andato alla discoteca ’Gate’ di Faenza assieme ad alcuni amici. Dentro al locale si era innescata una prima discussione legata a una spallata che un suo amico, sembra in maniera del tutto casuale, aveva dato sulla pista da ballo a uno dei ragazzi ora sotto accusa. Erano seguite spinte e offese reciproche: il servizio d’ordine, subito intervenuto, aveva impedito che la cosa degenerasse. Ma la questione non era finita lì: fuori dal locale il gruppo dei faentini aveva raggiunto gli altri per avventarsi sul 21enne, solo e fiaccato dai drink, per prenderlo a calci, pugni e cinghiate. Il giovane - prosegue l’accusa - era allora caduto a terra sbattendo la testa: e gli aggressori solo in quel momento, vedendo che il 21enne perdeva sangue, erano scappati via su due auto. Il ragazzo era stato ricoverato, inizialmente in prognosi riservata, con un forte trauma cranico. Ed era stato dimesso dall’ospedale il 31 ottobre con una prognosi di 40 giorni. Il 10 novembre aveva fatto denuncia contro ignoti descrivendo un "sfrenata caccia all’uomo" fuori dalla discoteca. Per gli indagati, la questura ha già avviato le istruttorie amministrative finalizzate all’applicazione di misure di prevenzione personale, i cosiddetti Daspo urbani.

Andrea Colombari