Piano sosta, dal prossimo anno si cambia

Il contratto in scadenza è stato prorogato fino a novembre 2024, ma poi ci saranno novità: dopo l’alluvione anche la viabilità è mutata

Piano sosta, dal prossimo anno si cambia

Piano sosta, dal prossimo anno si cambia

Il contratto con le imprese che gestiscono il piano sosta a Faenza è stato prorogato di un anno. Il Comune ha deciso per questa opzione dopo avere constatato che le modifiche intervenute alla mobilità cittadina a seguito dell’alluvione sono state di portata troppo massiccia per mettere a punto un nuovo piano della sosta prima della scadenza del contratto, fissata al 7 novembre dopo una prima proroga di 68 giorni. L’amministrazione ha dunque deciso di mettere mano al portafogli per 327mila euro e proseguire per un anno con l’attuale sistema, gestito dalla padovana Abaco e dalla romagnola Input; poi si cambierà, e non di poco.

In un documento il Comune evidenzia come "gli eventi calamitosi di maggio abbiano alterato la consistenza delle infrastrutture viarie con riflessi sulla mobilità di persone e merci, in un nuovo scenario a oggi non del tutto assestato".

L’amministrazione snocciola tutti i fronti su cui la mobilità urbana è stata rivoluzionata, a partire dalla chiusura del Ponte delle Grazie e dalla trasformazione di vari quartieri in zone semideserte, con conseguente redistribuzione delle residenze verso altre parti della città, per arrivare alla chiusura o delocalizzazione di attività produttive, alla riduzione del parco veicolare di varie migliaia di unità, fino alle modifiche alla viabilità cittadina e agli interventi transitori di ripristino delle strade.

Le modifiche alla rete viaria cittadina e al regime di circolazione hanno portato a un assetto inedito nell’uso dello spazio urbano da parte dei cittadini, con nuovi flussi di traffico e nuove abitudini di sosta, da tenere in considerazione nella progettazione del sistema mobilità. C’è poi il tema delle evoluzioni tecnologiche legate alla trasformazione di Faenza in ‘smart city’, "quali i pannelli a messaggio variabile per l’infomobilità e il bike sharing, che si aggiungono alle progettualità già previste dal Pums, da aggiornare a seguito degli eventi alluvionali, come ad esempio il controllo automatizzato degli accessi alla Ztl, il piano di installazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche, la revisione e la riqualificazione della rete di parcheggi di scambio e della rete di trasporto pubblico locale".

Sul tavolo c’è anche il nodo delle pedonalizzazioni: la legge regionale impone lo stop alle auto in una porzione di centro storico che dovrebbe coincidere con piazza Sant’Agostino, piazza San Francesco e con la porzione occidentale di piazza delle Erbe.

Nel mirino pure la decina di parcheggi in corso Matteotti, la cui esistenza costringe le auto in transito a regolari manovre azzardate. Insomma, per Palazzo Manfredi "è necessario svolgere un nuovo studio generale del sistema della mobilità a Faenza". Solo successivamente si potrà valutare un nuovo sistema della sosta.

Filippo Donati