Carabiniere strangolato e gettato nel fiume, dopo 31 anni si riapre il caso
Carabiniere strangolato e gettato nel fiume, dopo 31 anni si riapre il caso

Ravenna, 19 giugno 2018 - La Procura ha riaperto il caso dell’omicidio di Pier Paolo Minguzzi, il 21enne di Alfonsine, studente universitario e carabiniere ausiliario alla stazione di Mesola, sequestrato il 21 aprile 1987 mentre stava rincasando. E probabilmente ammazzato quasi subito.

Non è escluso che il cadavere del ragazzo a questo punto possa essere riesumato per essere analizzato alla luce delle nuove tecniche scientifiche. Ma anche altri reperti del fascicolo – a suo tempo aperto contro ignoti – potrebbero essere vagliati dalla polizia, impegnata sul caso oltre che con la squadra Mobile anche con la Scientifica. Dagli inquirenti per ora bocche cucite. Tuttavia l’obiettivo, anche se non dichiarato esplicitamente, appare essere quello di dare nuovo impulso investigativo a un cold case rimasto per 31 anni senza una soluzione e per il quale più di recente i familiari del defunto avevano presentato un esposto.

Minguzzi venne sequestrato verso l’una di notte in via Borgo Fratti mentre alla guida della propria Golf rossa, stava rincasando dopo avere accompagnato la fidanzata. E quasi certamente quella stessa notte fu ucciso all’interno della stalla abbandonata di Vaccolino, fra Comacchio e Lagosanto, dove i rapitori lo avevano portato. Il corpo del 21enne venne quindi gettato nel vicino Po di Volano dopo essere stato legato a una massiccia grata sradicata proprio dal casolare. Il corpo riaffiorò il primo maggio.