FILIPPO DONATI
Cronaca

Post alluvione e meteo "Il peggior inizio estate che si ricordi, crollo del 40% dei turisti"

Rustignoli, Coop Spiagge: "Perso parte del bacino di faentini e lughesi. Ma anche la comunicazione all’estero e fuori regione è stata sbagliata" .

Post alluvione e meteo  "Il peggior inizio estate  che si ricordi, crollo  del 40% dei turisti"

Post alluvione e meteo "Il peggior inizio estate che si ricordi, crollo del 40% dei turisti"

di Filippo Donati

Il meteo inclemente, l’alluvione che ha colpito più di tutti faentini e lughesi, il fuggi fuggi dei tour operator e una campagna promozionale non all’altezza: sono questi, snocciolati uno per uno dal presidente della Cooperativa Spiagge Maurizio Rustignoli, gli ingredienti del peggior inizio d’estate che si ricordi sul fronte turistico.

Presidente Rustignoli, di quali percentuali parliamo?

"Giugno si è concluso con un -40% sul fronte degli incassi. Maggio a livello turistico è stato inesistente. Una buona parte del nostro bacino di utenza è costituito da faentini e abitanti della Bassa Romagna: persone che in molti casi ora hanno altro a cui pensare rispetto alle vacanze. A Cesenatico, Rimini e nei lidi ferraresi si registra comunque un -25% di presenze, minore probabilmente perché il nostro bacino è appunto composto da faentini e lughesi".

In tutto questo alcuni protestano per i lavori ancora in corso per il parco marittimo.

"Siamo nelle fase in cui purtroppo i turisti si trovano davanti ai disagi che questa svolta comporta – come il non poter più parcheggiare a ridosso degli stabilimenti – senza che possano apprezzarne i vantaggi, quali l’avere liberato la spiaggia dalle auto o poterla raggiungere con la pista ciclabile. Occorrerà del tempo perché quelle che erano abitudini consolidate possano modificarsi: nel complesso credo che il progetto migliorerà il rapporto dei cittadini con le spiagge. Va detto che davanti a crolli nelle presenze così colossali i ritardi nei lavori al parco marittimo sono l’ultimo dei nostri problemi".

Nel 2023 anche i viaggi all’estero sono in calo rispetto agli anni passati: ci si aspetterebbe che chi rimane in Italia opti per le spiagge più vicine, e invece?

"Il fatto è che molte persone hanno già speso in inverno, per mutui, bollette e consumi alimentari, tutti o quasi i soldi che normalmente accantonavano per le vacanze estive. L’unica misura per fronteggiare l’inflazione è un adeguamento delle buste paga, che al momento non vedo neppure all’orizzonte. Quindi aspettiamoci che i consumi quali quelli per le vacanze continuino a diminuire".

Fra i turisti esiste ancora una sorta di panico dovuto all’alluvione?

"La Romagna è stata dipinta come un luogo in cui si rischiavano epidemie di tetano ed epatite: non esattamente il miglior biglietto da visita, a maggior ragione quando non mi risultano casi né di uno né dell’altra. Comunicare ai cittadini le misure per la prevenzione è stato sacrosanto, ma sarebbe stato opportuno un identico sforzo comunicativo anche una volta chiarito che il rischio sanitario era stato scongiurato. La riviera romagnola non ha subito danni: questo all’estero sarebbe dovuto essere spiegato meglio. Non meravigliamoci che i tour operator abbiano reindirizzato altrove i flussi di turisti. C’è poi chi davanti alle nostre difficoltà si è ingolosito, in particolare quegli operatori tedeschi che gestiscono in prima persona resort e strutture in Grecia, acquistati fra l’altro alcuni anni fa a prezzi ridicoli, quando quel paese era in ginocchio".

La Notte Rosa, weekend cardine dell’estate nel periodo pre-Covid, si sta avvicinando piuttosto in sordina, non le pare? "Confermo: non c’è traccia di quell’atmosfera che abbiamo visto in passato, nonostante debba riconoscere lo sforzo dei locali che si sono impegnati per organizzare eventi e concerti".