Premio Faenza, al Mic le 70 ceramiche finaliste

Inaugura oggi l’esposizione delle opere provenienti da tutto il mondo. Si va da quelle della folta delegazione americana, all’Australia, al Camerun.

Premio Faenza, al Mic  le 70 ceramiche finaliste

Premio Faenza, al Mic le 70 ceramiche finaliste

Ha avuto luogo ieri, al Museo internazionale delle Ceramiche, l’incoronazione degli artisti che si sono aggiudicati la 62esima edizione del Premio Faenza. Alla presenza dell’assessore regionale Mauro Felicori, il belga Yves Malfliet e il cinese Wei Bao hanno rispettivamente ricevuto i riconoscimenti riservati agli artisti over35 e under35, per le loro opere ‘Paradiso eclettico di terra’ e ‘Courtyard Twilight Series IV’. Tutte le settanta ceramiche finaliste sono in mostra al Mic fino al 29 ottobre nell’esposizione dedicata al Premio Faenza, che ha da poco ottenuto la Medaglia della Presidenza della Repubblica, prova di un’internazionalità che nonostante i cinque anni di pausa imposta dal Covid pulsa in maniera particolare nelle opere selezionate per questa edizione.

Provengono infatti da oltre oceano molte delle più affascinanti fra le ceramiche in mostra: da quelle della folta delegazione americana – nel ciclopico ‘Xenolito’ di Garrett Masterson e nei fondali lacustri trasposti nel deserto di Liza Riddle è presente un fortissimo richiamo alle forme geologiche pure – fino al capolavoro in smalti a lustro in argento e cobalto dell’australiano Greg Daly, per arrivare al grido femminista in terraglia, specchi ed elementi elettrici della sudafricana Eileen Cohen Süssholz, che per il suo ‘I don’t do dishes’ ha decostruito e ricostruito una lavastoviglie, colmandola di oggetti della vita quotidiana ceramicamente saldati gli uni agli altri.

Il cosmo composto di sola luce di Daly convive a pochi metri di distanza con il volto sanguinante raffigurato dal camerunense Victor Fotso Nyie, e con i calchi delle mani di un gruppo di migranti protagonisti dell’installazione ‘There will be blood’ di Veljko Zejak: opere che esondano, debordano, che in qualche caso hanno richiesto interventi quasi ingegneristici per poter essere montate all’interno del Mic, per via delle dimensioni colossali, come nel caso dell’anfora in grès, ceneri e terra sigillata della svizzera Anja Seiler (a lei il premio della Presidenza della Camera dei deputati): "una ceramica che cambia, che si impone, che metaforicamente e fisicamente chiede spazi sempre più grandi", fanno notare la direttrice del Mic Claudia Casali e il presidente Eugenio Emiliani, "e che questo museo è felice di concederle".

Talvolta l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo coesistono nella stessa opera, come nella ‘Caduta di una balena’ della taiwanese Lily Wang, in cui convivono la decomposizione del corpo di un grande cetaceo e il rinascere a nuova vita delle molecole che facevano parte del suo organismo, e che ora il mare trascina via, verso nuove terre, nuovi cicli vitali.

Il 62° Premio Faenza, Biennale internazionale della ceramica d’arte contemporanea al Mic sarà visitabile da oggi al 29 ottobre con i seguenti orari :dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, chiusura i lunedì non festivi. Per informazioni: 0546697311, info@micfaenza.org, www.micfaenza.org.

Filippo Donati