L’utilizzo della robotica negli interventi di protesi al ginocchio e all’anca. Una sperimentazione già partita nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Ravenna e che ieri è stata presentata dal direttore del reparto, Alberto Belluati. "Il progetto – ha spiegato – era stato avviato alcuni anni fa e ora siamopartiti. Abbiamo effettuato già una quarantina di interventi e contiamo di superare i 50 entro febbraio". Il reparto si è dotato di una strumentazione robotica che ha mostrato subito i vantaggi del proprio impiego. "Un posizionamento dell’impianto più accurato, – prosegue Belluati – riduzione del dolore post-operatorio, della durata media del ricovero e dei tassi di revisione a 24...

L’utilizzo della robotica negli interventi di protesi al ginocchio e all’anca. Una sperimentazione già partita nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Ravenna e che ieri è stata presentata dal direttore del reparto, Alberto Belluati. "Il progetto – ha spiegato – era stato avviato alcuni anni fa e ora siamopartiti. Abbiamo effettuato già una quarantina di interventi e contiamo di superare i 50 entro febbraio".

Il reparto si è dotato di una strumentazione robotica che ha mostrato subito i vantaggi del proprio impiego. "Un posizionamento dell’impianto più accurato, – prosegue Belluati – riduzione del dolore post-operatorio, della durata media del ricovero e dei tassi di revisione a 24 mesi, – sono gli aspetti più rilevanti di questo trattamento chirurgico. La tecnologia robotica aiuta inoltre a ridurre al minimo il traumatismo chirurgico, comprimendo così i tempi di recupero e guarigione, minimizzando il rischio di complicanze locali".

In questa prima fase l’apparecchiatura è stata presa in affitto per valutarne l’efficacia.

Quindi l’Ausl deciderà se acquistarla, il costo è di oltre un milione di euro, o continuare a noleggiarla, così da poterne anche effettuare l’aggiornamento, pagando in base all’utilizzo. La procedura di gara avverrà a breve. I pazienti romagnoli che, a livello clinico, sono potenziali candidati per gli interventi di protesi robotica per il ginocchio e l’anca, saranno operati a Ravenna, dal team del reparto ortopedico, dove sarà operativo il robot. "Occorre una patente per poter operare con il robot, io l’ho presa e anche due componenti del mio staff" ha sottolineato il direttore Belluati.

I pazienti potranno effettuare la riabilitazione nelle strutture sanitarie di residenza. Belluati ha anche spiegato l’importanza di coinvolgerli in tutto il percorso. "Una volta al mese,– ha detto – con tutta l’equipe incontriamo quelli che devono essere sottoposti a intervento. Spieghiamo loro i passaggi sia pre che post operatori. Un modo per creare consapevolezza e aiutare a vincere la naturale paura di chi deve entrare in sala operatoria".

Contemporaneamente, si procederà con la formazione del personale nei vari ambiti territoriali, perché possa apprendere questa nuova tecnica. La sperimentazione è stata avviata all’interno del reparto ravennate di Ortopedia nel 2018, grazie ad una procedura che l’Azienda aveva messo a punto, con la quale era stato possibile partire con un periodo di prova della tecnologia robotica.

Nel 2019 a Ravenna sono stati effettuati 511 interventi di protesi, il numero più alto della Romagna, di cui 183 al ginocchio, 317 all’anca e 11 alla spalla. A Lugo sono stati 342, di cui 76 al ginocchio, 232 all’anca e 34 alla spalla, a Faenza invece su un totale di 146, al ginocchio sono 30, all’anca 110 e 6 alla spalla. "Il mio obiettivo – conclude Belluati – è che in tre anni tutta la chirurgia protesica diventi robotica".

Tiziano Carradori, direttore generale di Ausl Romagna, ha ribadito l’importanza degli investimenti tecnologici in sanità, quando si ottengono risultati di qualità in termini di cura per i pazienti.

Anche il sindaco, Michele de Pascale, ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo della tecnologia in un reparto che, ha ricordato, "si è sempre distinto per competenza e qualità. La presenza di una qualificata Unità operativa di terapia antalgica a Ravenna contribuirà anche a curare l’aspetto del dolore, che nelle patologie articolari, mina spesso la serenità delle persone".

Annamaria Corrado